Va a nuotare e rimane infettato dall’ameba killer “mangia cervello”: morto un 29enne (1 di 2)

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Pubblicato il 2 ottobre 2018, alle ore 18:03

Va a nuotare e rimane infettato dall’ameba killer “mangia cervello”: morto un 29enne

Va a nuotare e rimane infettato dall’ameba mangia-cervello: è deceduto

Nessuna speranza per l’uomo di 29 anni deceduto dopo aver fatto un bagno nella piscina di un resort in Texas.

Un uomo di 29 anni del New Jersey è deceduto in seguito ad un’infezione del parassita Naelgeria Fowleri, meglio noto come “ameba mangia cervello” spingendo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ad aprire un inchiesta a Waco, in Texas, nel parco acquatico visitato dalla vittima poco prima di morire.

Secondo il necrologio, Fabrizio Stabile (così si chiamava l’uomo) è stato dichiarato morto cerebralmente dai medici dell’Atlantic City Medical Center il 21 settembre, giusto un giorno dopo la diagnosi di meningoencefalite amebica primaria (PAM).

Va a nuotare e rimane infettato dall’ameba killer “mangia cervello”: morto un 29enne

Amici e familiari hanno voluto aprire una pagina su GoFundMe per organizzare una raccolta fondi destinata alla ricerca della PAM, spiegando che i sintomi di Fabrizio sono apparsi per la prima volta nel pomeriggio del 16 settembre, quando ha avuto un intenso mal di testa che lo ha costretto a prendere antidolorifici e a rimanere a letto.
Il giovane è stato ricoverato in ospedale il giorno seguente, perché non riusciva ad alzarsi dal letto o a parlare in modo coerente. Il mal di testa, la febbre, la confusione e il gonfiore del cervello di Stabile hanno tutti indicato un qualche tipo di meningite batterica, un’infiammazione grave e spesso pericolosa per la vita della membrana che circonda il cervello.

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La meningite può essere causata da un numero elevato di batteri, virus e parassiti, quindi determinare il trattamento migliore richiede in primis l’identificazione dell’organismo responsabile. Questo viene fatto analizzando un campione di liquido cerebrospinale (CSF) del paziente. Tuttavia, i pazienti che presentano sintomi di meningite acuta vengono immediatamente trattati con una serie di antibiotici e antinfiammatori mentre i test di laboratorio sono in corso. “Purtroppo, Fabrizio non rispondeva a queste misure e le sue condizioni si stavano deteriorando rapidamente. Erano state prese in considerazione una moltitudine di malattie causate da vari batteri e virus, ma i risultati erano sempre negativi o inconcludenti “, hanno spiegato i familiari.