“Ulisse”, Alberto Angela commuove l’Italia: la puntata sull’Olocausto italiano al primo posto degli ascolti (1 di 2)

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Pubblicato il 14 ottobre 2018, alle ore 13:45

“Ulisse”, Alberto Angela commuove l’Italia: la puntata sull’Olocausto italiano al primo posto degli ascolti

“Ulisse” parla dell’Olocausto, l’appello commosso di Alberto Angela ai giovani

Un altro successo televisivo per il programma condotto da Alberto Angela su Rai 1 Ulisse. La puntata di ieri 13 ottobre 2018 è stata vista da 3,6 milioni di italiani e pur non vincendo la battaglia dello share fermandosi al 18,6% contro il programma ideato da Maria De Filippi e Gerry Scotti Tu si que vales che ha sfiorato il 30% di share, ha commosso milioni di italiani il racconto del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Così ha spiegato Alberto Angela:

“Ulisse”, Alberto Angela commuove l’Italia: la puntata sull’Olocausto italiano al primo posto degli ascolti

Sappiamo cosa accadde da film, libri e sceneggiati, ma la maggior parte di noi non era nata, non ha idea di che cosa abbia significato. Molti non conoscono le leggi razziali, cosa vuol dire essere considerati diversi. Abbiamo deciso di parlarne cercando di essere presenti allora, in quei minuti, in quei luoghi. E mostrare, muovendoci, che cosa accadde. Dobbiamo parlare di queste cose perché non vengano dimenticate. Dalla ex Yugoslavia al Ruanda i genocidi hanno continuato a esistere. Chi si occupa di Storia sa che con il passare delle generazioni i fatti si stemperano ma non deve succedere.

“Ulisse”, Alberto Angela commuove l’Italia: la puntata sull’Olocausto italiano al primo posto degli ascolti

Quel che è accaduto ai tempi dei nostri nonni, non lontanissimi, può accadere di nuovo. Ricordare è un vaccino, significa creare anticorpi affinché non accada mai più. Ed è importante che sia il servizio pubblico a fare questo passo”. 

Il 16 ottobre 1943, 689 donne, 363 uomini e 207 bambini e bambine appartenenti alla comunità ebraica, furono strappati dal loro destino portati nel campo di concentramento di Auschwitz in seguito all’approvazione delle leggi razziali. “Io non ho conosciuto tutto questo, come gran parte di voi. Ma c’è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, raccontarla.“, si legge nell’account ufficiale del programma su Twitter.