Reddito di cittadinanza, le misure anti furbetti: non lo avrà chi si licenzia e i “finti” divorziati (1 di 2)

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Pubblicato il 2 gennaio 2019, alle ore 14:09

Reddito di cittadinanza, le misure anti furbetti: non lo avrà chi si licenzia e i “finti” divorziati

Il 2019, salvo clamorose sorprese, sarà l’anno del Reddito di Cittadinanza. Uno dei “cavalli di battaglia” della propaganda a 5 Stelle, dopo mesi di polemiche e rinvii, dovrebbe finalmente diventare realtà. Secondo gli esponenti pentastellati, il RdC entrerà in vigore dal 1° marzo 2019. Si attende solo la conferma ufficiale. La misura è stata accolta positivamente da alcuni e negativamente da altri.

Reddito di cittadinanza, le misure anti furbetti: non lo avrà chi si licenzia e i “finti” divorziati

I critici del Reddito, infatti, affermano che “si viene pagati per stare a casa”, che “qualcuno potrebbe licenziarsi per avere il sussidio” e che “era meglio investire nel lavoro vero e proprio”. Sono tutte affermazioni semplicistiche, indubbiamente. Di Maio e i suoi, a tal proposito, stanno lavorando affinché la misura sia “a prova di furbetti” e che a beneficiarne siano davvero le persone in difficoltà.

Reddito di cittadinanza, le misure anti furbetti: non lo avrà chi si licenzia e i “finti” divorziati

Nella bozza della misura, infatti, sono stati inseriti dei paletti. Tra questi ce n’è uno che risponde alle critiche più frequenti al Reddito di Cittadinanza. “Non ne potranno beneficiare i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati in seguito a dimissioni volontarie”, si legge, chiaramente se non per “giusa causa”. Stesso discorso anche per i divorzi “di comodo”. In estrema sintesi, se sotto lo stesso tetto abitano due persone considerate separate o divorziate, la famiglia non potrà godere del Reddito.