Napoli: il capo ultrà Genny la carogna ora è un collaboratore di giustizia (1 di 2)

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Pubblicato il 6 marzo 2019, alle ore 23:10

Napoli: il capo ultrà Genny la carogna ora è un collaboratore di giustizia

Molti vennero a conoscere della sua esistenza il 3 maggio del 2014 quando la sua immagine fece il giro del Mondo. In quell’occasione era seduto sulla balaustra della curva dello Stadio Olimpico, dove il Napoli giocava la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Addosso aveva una maglietta con scritto “Speziale libero”. Antonino Speziale è un ultras del Catania indagato per la morte del poliziotto Filippo Raciti, avvenuta durante alcuni scontri tra tifosi catanesi e palermitani.

Napoli: il capo ultrà Genny la carogna ora è un collaboratore di giustizia

Stiamo parlando di Gennaro De Tommaso, che anche i giornali spesso e volentieri chiamavano con il suo soprannome: “Genny ‘a Carogna”. Il 3 maggio del 2014 Genny fece in modo che la partita iniziasse un’ora più tardi. Prima del fischio d’inizio, infatti, altri ultras del Napoli si erano scontrati con tifosi della Roma. In quell’occasione il napoletano Ciro Esposito fu sparato da Daniele De Santis, romano e romanista.

Napoli: il capo ultrà Genny la carogna ora è un collaboratore di giustizia

Molti, all’epoca, capirono l’importanza nell’ambiente ultras di Genny, che tra le migliaia di ultras napoletani presenti fu “scelto” per metterci la faccia, dialogare con i giocatori del Napoli, responsabili della Federazioni e perfino forze dell’ordine. La partita fu fatta iniziare un’ora più tardi e, infine, vinta dagli azzurri. Una gioia che nel giro di qualche settimana si trasformò in sconforto: circa un mese dopo la finale Ciro Esposito morì per i danni provocati dal proiettile.

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