La ketamina potrà diventare un medicinale per combattere la depressione (1 di 2)

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Pubblicato il 31 luglio 2017, alle ore 13:24

La ketamina potrà diventare un medicinale per combattere la depressione

Le droghe di norma fanno male, questo è un fatto assodato. Certo il termine “droghe” è comprensivo di tante di quelle sostanze che non potremmo essere più specifici nemmeno volendo, dal momento che per l’appunto, prendendo in considerazione qualsivoglia sostanza sia capace di creare dipendenza, parlando di “droga” potremmo agevolmente passare dall’eroina al caffè senza timore di smentita. E’ pur vero però che esistono molte sostanze stupefacenti attualmente fuori legge in Italia, che provocano effetti tutt’altro che positivi nell’organismo umano.

La ketamina potrà diventare un medicinale per combattere la depressione

Queste sostanze vengono utilizzate normalmente a scopo ricreativo, ma non esiste una vera e propria regolamentazione che si basi esclusivamente sulla loro pericolosità: alcune di queste infatti sono state “messe all’indice” sebbene i loro effetti negativi siano più blandi rispetto a quelli di altre droghe attualmente in commercio (basti pensare all’oramai ben conosciuto paradosso della marijuana, ancora oggi non legalizzata in Italia al contrario di alcool e tabacco, che si sono invece dimostrati decisamente più dannosi per la salute).

La ketamina potrà diventare un medicinale per combattere la depressione

Ad ogni modo è ben risaputo anche il fatto che, dietro al business delle droghe, si celino in realtà equilibri e dinamiche che esulino da ciò che viene pubblicamente dichiarato. Ma senza per forza volerci addentrare nell’ambito delle collusioni tra servizio pubblico, aziende internazionali e criminalità organizzata, possiamo semplicemente ribadire che molte delle droghe attualmente in commercio siano in realtà state realizzate proprio dai laboratori delle industrie farmaceutiche. Basti pensare al caso più emblematico, quello dell’eroina, prodotta dalla famosa Bayer come sostitutivo della morfina. Una scelta non felicissima, col senno di poi.