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Inghilterra: perde il pene per un’infezione, i medici glielo ricostruiscono sull’avambraccio

Colpito da un’infezione che gli ha fatto perdere il pene, i medici hanno ricostruito l’organo genitale del 45enne Malcolm MacDonald sull’avambraccio ma, a complicare tutto, ci hanno pensato i ritardi del sistema sanitario inglese e la pandemia di Covid-19.

Notizie Curiose
Pubblicato il 3 agosto 2020, alle ore 14:18

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Inghilterra: perde il pene per un’infezione, i medici glielo ricostruiscono sull’avambraccio

La singolare vicenda che vede come protagonista il 45enne Malcolm MacDonald ha inizio nel 2014, allorché il meccanico di Norfolk si trovò a dover fronteggiare una gravissima infezione al perineo che colpì anche il pene

Come da lui raccontato a diversi tabloid nazionali, privato del suo organo genitale, l’uomo si è sentito frustrato al pari di un “guscio vuoto“. Dopo essersi abbandonato nell’alcol, nel 2016 alcuni medici gli hanno suggerito di rivolgersi al professor David Ralph, un luminare dell’University College Hospital di Londra conosciuto come “il maestro del pene

Dopo aver chiesto un aiuto economico al NHS, il sistema sanitario pubblico del Regno Unito, il signor MacDonald è riuscito a farsi finanziare 50mila sterline da utilizzare per la ricostruzione del pene. A quel punto ha acconsentito a sottoporsi ad un’inedita procedura di innesto proposta dal dottor Ralph.

Così come a lui anticipato, il pene sarebbe stato inizialmente ricostruito sull’avambraccio, per poi essere trapiantato dopo circa due anni nell’inguine. Facendo quindi uso della sua pelle, con una soluzione unica al mondo è stato ricreato un pene dotato di vasi sanguigni e terminazioni nervose. Oltre a ciò, nel nuovo pene, è stata aggiunta l’uretra, garantendo allo stesso tempo la possibilità di raggiungere un’erezione meccanica. 

E in effetti il tentativo messo in atto dal dottore ha dato i suoi frutti; il signor MacDonald ne è rimasto talmente entusiasta da aver deciso di soprannominare la protesi “Jimmy“. Fatto sta che a complicare le cose ci hanno pensato i ritardi del sistema sanitario nazionale e il malaugurato arrivo del Coronavirus. In altre parole, i due anni inizialmente previsti sono già diventati quattro; il signor Malcolm – che per tutto questo tempo ha dovuto nascondere l’inconsueta “protuberanza” con maglioni e camicie a manica lunga – è tuttora in attesa che il pene possa essere innestato nel basso ventre. “Se non potessi ridere del pene sul braccio, sarei finito, ha raccontato augurandosi che l’operazione possa essere eseguita entro la fine di quest’anno.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Davvero curiosa e unica questa storia che per l’ennesima volta dimostra che le eccellenze possono spesso essere bloccate dai tempi biblici della burocrazia. C’è quindi da augurarsi che tutto vada per il meglio, anzi, utilizzando una terminologia di fantozziana memoria, incrociamo le dita sperando che il diretto interessato possa presto rientrare in possesso della sua attrezzatura di piacere.

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