Il mistero dell’epidemia di ulcera carnivora. I medici: “Non sappiamo come si diffonde” (1 di 2)

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Pubblicato il 18 aprile 2018, alle ore 14:49

Il mistero dell’epidemia di ulcera carnivora. I medici: “Non sappiamo come si diffonde”

È un allarme, una spaventosa malattia si sta diffondendo nel sud dell’Australia definita come “l’ulcera carnivora” e che porta l’indebolimento del sistema immunitario fino alla morte degli organi. Secondo alcune statistiche sta aumentando la percentuale dei pazienti che hanno contratto questa infezione, nella loro nazione la percentuale è aumentata del 400% in cinque anni. Tantissime le persone affette da questa malattia terribile e che è ancora sconosciuta. Una vera e propria epidemia che ha colpito in pochissimo tempo le zone al sud dell’Australia, si è pensato che sia stata facilmente veicolata da alcuni fattori in quel territorio.

Il mistero dell’epidemia di ulcera carnivora. I medici: “Non sappiamo come si diffonde”

I medici non sono riusciti a capire come si è contratta questa infezione ma l’ipotesi più veritiera è che sia stata contratta dagli insetti e da alcune piante presenti nel territorio che possono essere dei vettori per questo batterio. Alcuni studi giapponesi hanno dichiarato che la causa potrebbe essere dovuta dalla presenza di questo batterio nella falde acquifere dell’Australia ma anche dell’Africa. È davvero un mistero l’epidemia di ulcera carnivora, una patologia veramente rara. La diffusione dell’ulcera del Buruli ha raggiunto dimensioni epidemiche ma le

Il mistero dell’epidemia di ulcera carnivora. I medici: “Non sappiamo come si diffonde”

uniche cose note che si sanno è che è tipica dell’Africa subsahariaha e può portare delle disabilità permanenti. Colpisce la schiena, gli arti inferiori e il viso e non si può per il momento prevenire questa malattia che è simile ad altre malattia come la tubercolosi e la lebbra. Un modo per curare l’ulcera del Buruli è utilizzare un mix di potenti antibiotici per almeno due mesi. Per migliorare l’aspetto è possibile ricorrere ad interventi chirurgici, fisioterapia, ricostruzioni ma con tempi di recupero lunghi di almeno un anno di cure.