Il diritto al piacere dei disabili: ecco cos’è l’assistente sessuale (2 / 2)

Eppure in altri Paesi europei – Olanda, Germania, Danimarca, Austria, Svizzera – la figura dell’assistente sessuale è entrata in vigore già da tempo, in alcuni casi addirittura da diversi decenni. Non si tratta semplicemente di una figura che si limita alla sola soddisfazione del piacere fisico, bensì di un vero e proprio “docente sessuale” con il compito di educare i disabili a vivere la propria sessualità ed i propri sentimenti in maniera costruttiva, facendo sì che possano esprimere le proprie emozioni anziché sopprimerle e sfogarle poi inevitabilmente in comportamenti violenti o autolesionisti.

Per mettere l’Italia al passo con i Paesi europei d’avanguardia, Maximiliano Ulivieri ha ideato il progetto loveability.it (in concerto con altri portali web), promuovendo insieme allo psicologo Fabrizio Quattrini dei corsi per assistente sessuale; ma nonostante la grande partecipazione, nessuna Asl ha voluto riconoscere questa figura, non contemplata dalla legislatura italiana (nonostante il ddl promosso nel 2014 dal deputato PD Sergio Lo Giudice per istituire ufficialmente la figura dell’assistente sessuale, in quanto: “I diritti sessuali sono oggi considerati diritti umani, la cui violazione costituisce violazione dei diritti all’uguaglianza, alla non discriminazione, alla dignità e alla salute“).

Niente da fare: la proposta di Lo Giudice cadde nel vuoto e ancora oggi, a tre anni di distanza, si preferisce continuare ad ignorare il problema anziché affrontarlo concretamente. Poiché modificare le terminologie non costa nulla, ma i miglioramenti effettici – quelli pratici ed apprezzabili – sono ben altro paio di maniche. “Ciò che dobbiamo garantire è il diritto di scelta. E, soprattutto, a una vita normale. Che passa anche attraverso una sessualità soddisfacente” ha concluso Ulivieri. Nella speranza che un giorno anche l’Italia si decida ad affrontare un problema che non può più essere procrastinato; così come molti altri relativi alla disabilità, che esulano dalla semplice spesa di tante belle parole. Che quelle sì, non costano nulla ma, se non seguite dai fatti, sempre al nulla riconducono.