Elena Santarelli parla della terribile malattia del figlio: “È la prova più difficile della mia vita” (1 di 2)

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Pubblicato il 25 maggio 2018, alle ore 18:37

Elena Santarelli parla della terribile malattia del figlio: “È la prova più difficile della mia vita”

Elena Santarelli si è raccontata a Verissimo da Silvia Toffanin ed ha parlato della malattia di suo figlio Giacomo di 9 anni: “Siamo una famiglia normale con un problema”. La showgirl ha raccontato alcuni dettagli sulla battaglia che sta combattendo con suo figlio Giacomo, racconta che suo figlio, nonostante il tumore, è più forte di lei e suo marito: “Lui non si lamenta mai, e se qualche volta l’ha fatto ne aveva tutte le ragioni, io avrei fatto di peggio, affrontare le cure, i tubicini, le limitazioni nella vita quotidiana, a volte i valori bassi, la

Elena Santarelli parla della terribile malattia del figlio: “È la prova più difficile della mia vita”

perdita dei capelli … Insomma, cose che sarebbero pesanti per noi e invece questi piccolini entrano ed escono dall’ospedale come se nulla fosse”. Ha raccontato come hanno scoperto la malattia di Giacomo, racconta che all’inizio erano increduli, questa è la prova più difficile della sua vita e spesso si chiede perché questo dolore sia capitato proprio a lei. Come ogni mamma, soffre per suo figlio ma si rimbocca le maniche, fa quello che deve fare e va avanti. D’altronde, dice, “Siamo una famiglia normale con un problema da risolvere.” Aggiunge Elena:

Elena Santarelli parla della terribile malattia del figlio: “È la prova più difficile della mia vita”

“Ormai in casa siamo in sei: io, Bernardo, Giacomo, Greta, il cagnolino Neve e il tumore. Che c’è e lo affrontiamo. È una battaglia che si può assolutamente vincere, ne sono convinta. Le cure di Giacomo non sono ancora terminate ma siamo tutti superpositivi perché stanno andando nel verso in cui dovrebbero andare. Molti definirebbero questa condizione una disgrazia, per me invece non lo è: è un’opportunità di fare questo passaggio della vita, a cui evidentemente eravamo destinati, e magari trarne anche dei benefici“.