Don Luca Favarin: “Non fate il presepe, è da ipocriti. Gesù era un migrante”. Il web insorge: “Sei la vergogna della Chiesa” (1 di 2)

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Pubblicato il 5 dicembre 2018, alle ore 01:31

Don Luca Favarin: “Non fate il presepe, è da ipocriti. Gesù era un migrante”. Il web insorge: “Sei la vergogna della Chiesa”

Padova, don Luca Favarin: “Ipocrita fare il presepio, Gesù era un migrante e noi li lasciamo per strada”

Il prete da anni si occupa di accoglienza e si è scagliato contro il decreto sicurezza di Matteo Salvini: “Applaudire le sue politiche e poi preparare le statuette è schizofrenia pura. Un Natale senza il simbolo della Natività è più coerente con questo clima volgare”.

Stanno facendo molto discutere le dichiarazioni del sacerdote di Padova Don Luca Favarin che ha detto che, fare il presepe con la politica adottata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, per quanto riguarda la questione dei migranti, è totalmente da ipocriti.

Don Luca Favarin: “Non fate il presepe, è da ipocriti. Gesù era un migrante”. Il web insorge: “Sei la vergogna della Chiesa”

Oggi fare il presepio è da ipocrita. Il presepe è l’immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire le statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole“, ha detto Don Favarin. A Padova il sacerdote si occupa di 9 comunità e aiuta altri 140 ragazzi africani. Don Luca va a toccare uno dei simboli pilastri del Natale, il presepe appunto con il cammino di Giuseppe e Maria.

Don Luca Favarin: “Non fate il presepe, è da ipocriti. Gesù era un migrante”. Il web insorge: “Sei la vergogna della Chiesa”

Quel cammino che a Don Luca ricorda i migranti che attraversano il Mediterraneo alla ricerca di nuovi orizzonti. “Il nuovo decreto sicurezza costringe le persone a dormire per strada, quindi l’Italia si è schierata per la non-accoglienza“, ha dichiarato il prete. “Poi però, a casa, tutti bravi a esibire le statuette accanto alla tavola imbandita, al caldo del termosifone acceso“.

Il sacerdote di Padova domenica mattina, proprio nel momento della celebrazione della messa settimanale, ha espresso il suo pensiero attraverso un post pubblicato su Facebook: