Coronavirus: i Testimoni di Geova si organizzano con le telefonate al posto delle visite (1 di 2)

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Pubblicato il 15 marzo 2020, alle ore 12:31

Coronavirus: i Testimoni di Geova si organizzano con le telefonate al posto delle visite

Anche i testimoni di Geova si stanno attrezzando per raggiungere nuovi adepti nonostante l’emergenza Coronavirus. La tradizionale predicazione porta a porta non è più possibile per ovvie ragioni, pertanto in diverse zone i proclamatori si starebbero organizzando per continuare le loro attività attraverso metodi alternativi, come la testimonianza telefonica, lettere e messaggi via social. Almeno così si legge sul sito ufficiale a cui fanno riferimento i Testimoni di Geova italiani.

Coronavirus: i Testimoni di Geova si organizzano con le telefonate al posto delle visite

“Dalle profezie bibliche – si legge – sappiamo che le epidemie sarebbero state un tratto distintivo degli ultimi giorni In caso di epidemia è saggio adottare misure precauzionali per proteggere sé stessi e gli altri”.

“Alcuni si chiedono come stanno i fratelli nelle zone interessate. L’epidemia da Covid-19 ha avuto un notevole impatto sulle filiali e sulle congregazioni di Corea del Sud, Giappone, Italia e altri Paesi.

Coronavirus: i Testimoni di Geova si organizzano con le telefonate al posto delle visite

 In alcuni casi la filiale ha dovuto sospendere le visite guidate e limitare l’ingresso di persone esterne. In altri casi il governo ha imposto limiti a grandi manifestazioni ed eventi pubblici, e questo ha reso necessario che la filiale cancellasse alcune assemblee di circoscrizione. Inoltre, in alcune zone le congregazioni hanno dovuto modificare le disposizioni relative al ministero e alle adunanze. Nonostante tutto questo, i nostri fratelli non smettono di edificare la propria fede e di incoraggiarsi a vicenda”.