Cannabis Light: lecita o proibita? Ecco da cosa dipende. (1 di 2)

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Pubblicato il 17 gennaio 2019, alle ore 17:11

Cannabis Light: lecita o proibita? Ecco da cosa dipende.

Cannabis Sativa è il nome scientifico della pianta di canapa: una famiglia composta da varietà con caratteristiche molto diverse, che le rendono adatte ai più svariati utilizzi. Sono infatti diverse le parti della pianta utili (fusto, seme, foglie, infiorescenze…) e sono impiegabili in diversi ambiti (edilizia, tessile, medicina, alimentare…). Vi sono varietà più o meno adatte ai diversi scopi e metodi di coltivazione più o meno idonei a sviluppare determinate caratteristiche delle piante.

Cannabis Light: lecita o proibita? Ecco da cosa dipende.

Il famoso termine messicano “Marijuana” si riferisce alle infiorescenze femminili di piante di canapa coltivate e lavorate in modo da ottenere alti contenuti di THC, un principio attivo utilizzato nella preparazione di farmaci ma al tempo stesso psicotropo, in grado di generare euforia e dare effetti collaterali se assunto ad alti dosaggi. Il THC è una sostanza catalogata come illegale dal Testo Unico sugli stupefacenti e la Corte di Cassazione ha individuato in 0,5% la concentrazione di THC che rende un prodotto perseguibile dalla legge.

Cannabis Light: lecita o proibita? Ecco da cosa dipende.

Nicolò Rizzo, co-Founder di Rituale e titolare di Favella Group – importante realtà agricola calabrese – ci ha spiegato: <<La paura di superare involontariamente la soglia limite di concentrazione di THC ci ha per anni impedito di coltivare canapa ma grazie alla legge 242 del 2016 le cose sono cambiate ed abbiamo potuto seminarla, forti delle tutele date dalla legge>>. Esiste infatti una lista europea di varietà a basso contenuto di THC coltivabili legalmente e per essere in regola è sufficiente acquistare semente certificata e conservare il cartellino originale.