Brescia, spunta un cartello anti-gender: l’amministrazione comunale travolta dalle critiche (1 di 2)

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Pubblicato il 27 agosto 2018, alle ore 10:53

Brescia, spunta un cartello anti-gender: l’amministrazione comunale travolta dalle critiche

In Italia, oggettivamente parlando, ci sono molte città in cui la comunità LGBT non viene rispettata come in altre parti del Mondo. L’ultimo caso di razzismo si è verificato in provincia di Brescia, a Prevalle. Da qualche tempo, in Italia, sulla Carta d’Identità Elettronica, al posto di ‘madre’ e ‘padre’ sono comparse le diciture ‘Genitore 1’ e ‘Genitore 2’. Questo perché in alcune coppie, quelle gay appunto, di fatto non ci sono persone di due sessi diversi, come la famiglia tradizionale.

Brescia, spunta un cartello anti-gender: l’amministrazione comunale travolta dalle critiche

Ecco perché si è deciso di utilizzare due termini in un certo senso più generici, per supportare le famiglie gay che hanno adottato un figlio o che l’hanno ottenuto con metodi, appunto, non ‘tradizionali’. Il Ministro Salvini non è mai stato il preferito della comunità LGBT e ne è arrivata l’ennesima conferma in una recente dichiarazione del nuovo Ministro degli Interni.

Brescia, spunta un cartello anti-gender: l’amministrazione comunale travolta dalle critiche

Era il 10 agosto quando il leader della Lega dichiarava: “Mi hanno segnalato che sul sito del Ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica comparivano le scritte ‘Genitore 1’ e ‘Genitore 2’. Ho subito fatto modificare il sito e ora ci sono di nuovo ‘madre’ e ‘padre’. Uno dei miei obiettivi da Ministro è quello di difendere la famiglia naturale, fondata sull’unione tra un uomo e una donna”.