Ad un anno dall’aggressione, Niccolò Bettarini mostra le sue cicatrici: “Tutti noi siamo ferite viventi” (1 di 2)

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Pubblicato il 8 luglio 2019, alle ore 10:07

Ad un anno dall’aggressione, Niccolò Bettarini mostra le sue cicatrici: “Tutti noi siamo ferite viventi”

È passato un anno da quando Niccolò Bettarini è stato aggredito fuori all’Old Fashion di Milano, quella notte il figlio di Simona Ventura e Stefano, aveva ricevuto undici pugnalate. Fu un’aggressione di massa, 4 dei ragazzi coinvolti nell’aggressione sono stati condannati tra i 9 e i 5 anni, tra questi Davide Caddeo, il 30enne che ha avuto la condanna più lunga: 9 anni di reclusione, oggi è agli arresti domiciliari.

Le undici pugnalate lo costrinsero ad una delicata operazione chirurgica: “Non morirò senza cicatrici, tutti noi siamo ferite viventi”, ha scritto Niccolò.

Ad un anno dall’aggressione, Niccolò Bettarini mostra le sue cicatrici: “Tutti noi siamo ferite viventi”

Il post di Instagram ha ottenuto tantissimi like e commenti, alcuni utenti però lo hanno accusato di vittimismo.

Il primogenito di Super Simo, aveva raccontato a Verissimo: “Chi ha sofferto di più è stata la mia famiglia. Per la prima volta ho visto mio padre piangere. Mamma e papà sono stati entrambi molto male e vederli così mi ha fatto più male delle undici coltellate”.

Sono stati condannati solo 4 ragazzi ma il giudice è convinto che non siano solo loro a dover pagare: “Altre persone sono sfuggite alle indagini“, ha dichiarato Guido Salvini nel corso dell’udienza preliminare avvenuta lo scorso aprile.

Ad un anno dall’aggressione, Niccolò Bettarini mostra le sue cicatrici: “Tutti noi siamo ferite viventi”

Per la prima volta, Niccolò Bettarini ha mostrato le sue cicatrici su Instagram ed ha scritto: “Non morirò senza cicatrici, tutti noi siamo ferite viventi“. Sulla foto sono abbastanza evidenti quelle cicatrici spaventose.

Niccolò era riuscito a salvarsi grazie all’intervento di alcuni suoi amici e di uno in particolare, che gli avrebbe salvato la vita durante la brutale aggressione all’esterno della discoteca milanese.

David Caddeo, che ha ricevuto la pena più alta, quando è uscito dal carcere per seguire un corso di disintossicazione per dipendenza da cocaina, ha voluto scrivere a Niccolò per confessare il suo pentimento.