17enne stuprata e depressa si lascia morire assistita da medici e parenti (1 di 2)

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Pubblicato il 5 giugno 2019, alle ore 12:34

17enne stuprata e depressa si lascia morire assistita da medici e parenti

La tragica scomparsa di Noa Pothoven, la ragazza olandese di 17 anni si è lasciata morire di fame e di sete nella sua casa ad Arnhem dopo aver chiesto a lungo l’autorizzazione all’eutanasia, ha scatenato un forte dibattito in tutto il mondo.

 Noa aveva spiegato di non riuscire più a sopportare il fatto di essere viva. Impossibile per lei superare il ricordo degli stupri subiti quando era solo bambina. 

17enne stuprata e depressa si lascia morire assistita da medici e parenti

Con il tempo aveva sviluppato anche diversi disturbi legati al trauma, fino a soffrire di DSPT, depressione e anoressia. Aveva provato a raccontare la sua storia in una autobiografia dal titolo “Winnen of leren” (Vincere o imparare), nonostante fosse difficile mettere nero su bianco la sofferenza che provava.

Dopo le tante imprecisazioni della stampa internazionale, i media locali hanno voluto fare chiarezza sulla vicenda: la ragazza aveva chiesto l’eutanasia di Stato, legale dal 2002 nei Paesi Bassi, ma i medici incaricati di esaminare il suo caso avevano rifiutato il suo appello.

17enne stuprata e depressa si lascia morire assistita da medici e parenti

A pesare sulla loro scelta è stata la giovanissima età della richiedente e il fatto che la ragazza non ha superato i test psicologici obbligatori previsti dalla procedura.
Noa è stata quindi indirizzata verso alcuni psichiatri che avrebbero potuto aiutarla. Ritenendo inutili i trattamenti, la 17enne ha deciso di non aspettare la revisione della sua richiesta e si è lasciata morire a casa, con il supporto dei parenti.