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Oppo Reno 2: ecco la nuova generazione degli smartphone middle level ambiziosi

Nel corso dell'evento fissato in India a metà mattina, BBK Electronics ha messo in primo piano il brand Oppo col fine di presentarne la seconda generazione della serie Reno che, sorprendentemente (ma forse neanche tanto, visti i precedenti) conta 3 esemplari.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 28 agosto 2019, alle ore 14:43

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Oppo Reno 2: ecco la nuova generazione degli smartphone middle level ambiziosi

L’altro grande brand atteso alle forche caudine degli annunci di oggi, Oppo (del gruppo BBK Electronics), come da attese, ha tenuto un evento in India nel quale non solo ha presentato un nuovo smartphone di fascia medio-alta, l’Oppo Reno 2, ad appena 5 mesi dall’inaugurazione dell’omonima serie, ma – in più – ne ha annunciato anche gli spin-off Reno 2Z e Reno 2F. 

Oppo Reno 2

Oppo Reno 2 (160 x 74.3 x 9.5 mm, per 189 grammi, Luminous Black/Ocean Blue/Sunset Pink) si avvale di un frame metallico a coronamento dello chassis, formato da due placche avvolgenti (3D) in vetro Gorilla Glass (6 davanti, 5 dietro): su una delle due è posto, con tanto di scanner biometrico inglobato più ampio e veloce, un display ad AMOLED dinamico da 6.5 pollici, con risoluzione FullHD+, ottima leggibilità all’aperto (punte di 800 nits), riposante per gli occhi (attestazione TÜV Rheinland), esteso su un aspetto panoramico a 20:9, grazie alla collocazione della selfiecamera, da 20 megapixel con Flash LED, in uno slide a pinna di squalo

Protette le fotocamere dal contatto diretto con una superficie piana tramite il pallino ceramico O-Dot, Oppo ha sfoderato sul retro una quadrupla fotocamera, da 48 (Sony IMX586, f/1.7) + 8 (ultragrandangolo da 116°, f/2.4) + 13 (f/2.2, teleobiettivo 2x, zoom digitale a 20 e ibrido a 5x) + 2 megapixel, particolarmente versata negli scatti notturni (Ultra Dark), ma soprattutto nel girare video (1080p@60fps), ottimamente stabilizzati (Ultra Steady Video, grazie al connubio EIS/OIS), con la possibilità di scegliere il soggetto sui cui concentrare l’acquisizione audio (tre microfoni, con cancellazione del rumore) mediante lo zoom, e facoltà di applicarvi anche un effetto di profondità (Bokeh Video), oltre che transizioni ed effetti vari via app SoLoop.

Apprezzato per le connettività Wi-Fi ac (con aggancio stabilizzante a due reti in simultanea), Bluetooth 5.0, 4G su Dual SIM, e GPS (Galileo, BeiDou, Glonass), il Reno 2 di Oppo è spinto da un processore octacore (2.2 Ghz) Snapdragon 730G accoppiato con una GPU Adreno 616, mentre RAM (LPDDR4X) e storage (UFS 2.1) contano rispettivamente 8 e 256 GB (464 euro, o 36.990 rupie, dal 20 Settembre), e la vibrazione (in fase di gaming) è affidata al motorino Engine Boost 1.0.

Non meno significativo, per questo top gamma con Android 9 sotto interfaccia ColorOS 6.1, l’ammontare della batteria, con quest’ultima che, stanziata in 4.000 mAh, beneficia della ricarica ultrarapida VOOC 3.0 (a 20W, 50% in mezzora) tramite la Type-C

Infine, la coppia di fatto Oppo Reno 2Z/2F 

I due gemelli diversi arrivati al seguito di sua maestà Reno 2 si somigliano in molte cose, a partire dal display FullHD+ da 6.53 pollici (401 PPI, 500 nits, 93.1% screen-to-body) protetto da un Gorilla Glass (5, anche dietro), passando per il comparto fotografico anteriore (16 megapixel, via pop-up centrale), posteriore (quadrupla camera, da 48 standard + 8 grandangolo + 2 macro + 2 profondità megapixel), senza dimenticare la pezzatura mnemonica della RAM (8 GB), e l’allestimento per l’autonomia (4000 mAh con fast charge proprietario VOOC 3.0 e ColorOS 6.1 su Android Pie 9.0).

A variare è solo lo storage (256 vs 128 GB), e la coppia logica, qui targata MediaTek: il Reno 2Z (376 euro, o 29.990 rupie, dal 6 Settembre, Luminous Black/Polar Light/Sky White) opta per l’Helio P90 con scheda grafica PowerVR GM9446, laddove l’Oppo Reno 2F (da Novembre, prezzo non pervenuto, Lake Green/Sky White) scala su un comunque valido Helio P70 con GPU Mali-G72 MP3. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Caspita. Mi aspettavo solo il Reno 2, del quale avevo sotto mano buona parte della scheda tecnica, ma non anche i Reno 2Z e 2F: a dire il vero, posso anche capirlo, trattandosi semplicemente di due variazioni, un po' depotenziate, e con versante MediaTek, del modello principale. Ciò ha permesso, con variazioni marginali, di ottenere un intero buono bouquet di prodotti per la seconda generazione della serie Reno, all'insegna del detto "minimo sforzo, massima resa!".

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