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OnePlus 6T ufficiale: più veloce, con scanner in-screen, e senza jack per le cuffie

Con un evento a metà tra il disco e l'hi-tech, è stato presentato il nuovo OnePlus 6T che, pur essendo un aggiornamento del modello precedente, introduce diverse novità, tra cui un veloce scanner in-screen, modalità di scatto professionali anche notturne, e diverse ottimizzazioni software.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 29 ottobre 2018, alle ore 17:19

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OnePlus 6T ufficiale: più veloce, con scanner in-screen, e senza jack per le cuffie

Come previsto, si è tenuto a New York, in anticipo di 1 giorno sulla tabella di marcia onde precedere Apple, l’atteso evento “Unlock Your Speed“, concepito da Pete Lau (CEO) e da Kyle Kiang (capo marketing)  per presentare il nuovo OnePlus 6T.

Privo di certificazione IP ma il più “water resistant” mai realizzato dall’azienda, l’OnePlus 6T, in termini di design della scocca (157.5 x 74.9 x 8.2 mm, per 180 grammi), cadenzata nelle colorazioni Mirror Black (nero lucido) e Midnight Black (nero opaco), e realizzata tramite due metà di vetro giunte con un frame in alluminio, ha un frontale caratterizzato dalla stessa tacca a goccia (aka waterdrop) vista sul “cugino” Oppo R17 Pro, mentre il retro conferma l’adozione di una doppia fotocamera, in un semaforo verticale posto al centro, sopra il Flash LED. A sinistra vi sono i pulsanti per il volume e l’accensione, mentre in basso vi è solo la porta Type-C 3.1 (con OTG), con decurtazione del jack da 3.5 mm. Il motivo di tale mancanza, che ha reso possibile, però, anche l’adozione di una batteria da 3.700 mAh con ricarica rapida Dash Charge (via alimentatore a 5V/4A) ma senza quella wireless, è quello di transitare gli utenti verso una musica di maggiore qualità (in ogni caso, in confezione vi è l’adattatore ad hoc, del valore di 8,95 euro), garantita dalle nuove USB-C Bullets Earphones Black (19.95 euro, vendute a parte), e di supportare la prima, vera e grande, novità di questo device.

Protetto da un vetro Gorilla Glass 6, il display Optic AMOLED da 6,4 pollici occupa l’86% del frontale con una risoluzione FullHD+ (1080 x 2340 pixel, 402 PPI) dovuta all’aspect ratio a 19.5: 9. Al di sotto di tale monitor, l’azienda ha collocato – con grande anticipo rispetto a più blasonati competitor – il suo sistema di autenticazione primario, lo “Screen Unlock”, un veloce (0.34 secondi, grazie all’intelligenza artificiale che migliora la precisione e pre-carica i dati delle impronte) scanner per le impronte digitali di tipo ottico e non ultrasonico che immagazzina le informazioni in un chip “Trust Zone”.

La selfiecamera, abilitata al Face Unlock, è da 20 megapixel (f/1.7) mentre, sul retro, la doppia fotocamera principale è da 16 megapixel (Sony IMX519, focale f/1.7, stabilizzazione ottica ed elettronica) + 20 megapixel (Sony IMX376K, f/1.7), dotata (via algoritmi) di una particolare funzione notturna (Nightscape), per ottenere foto con miglior contrasto e luminosità qualora scattate di notte o con poca luce, della nuova modalità Ritratto (Studio Lightning), che consente di ottenere luci ed ombre di impostazione professionali sul viso ripreso, idonea agli scatti (in appena 2 secondi) anche in HDR ed ai video in UltraHD 4k @60fps o agli slow-motion a 480@fps.

Alle operazioni di calcolo pensano il recente processore a 8 core (2.8 GHz) di QualcommQualcomm (che porterà il 5G sul prossimo OnePlus), lo Snapdragon 845, e la scheda grafica Adreno 630: la RAM (LPDDR4X) è pari ad 6/8 GB, mentre lo spazio di archiviazione (UFS 2.1) ne conta 128/256 ma, grazie alle microSD, può guadagnarne ulteriori 256 GB.  Le connettività dell’OnePlus 6T prevedono il Dual SIM ibrido, il 4G/Gigabit LTE cat.16 (con 42 bande supportate), il Wi-Fi ac a doppia banda, il GPS (Glonass, A-GPS, Galilei, BeiDou), il Bluetooth 5.0, ed il modulo NFC. Lato software, a coordinare l’hardware di bordo è stata chiamato Android Pie 9.0 basato sulla personalizzazione OxygenOS rivista in versione 5.1.8: quest’ultima, ora, è stata snellita in modo che occorrano meno tap per ogni operazione, velocizzata (in più di 500 operazioni) nelle transizioni e nei movimenti, ed ha una gaming mode che usa la RAM come storage per sprintare del 20% il caricamento dei giochi.

Il prezzo dell’OnePlus 6T sarà di 629 dollari per il modello Midnight Black da 8+256 GB  e di 579 dollari per la variante sempre Midnight Black ma con metà storage. Diversamente, la colorazione Midnight Black sarà prezzata a 579 dollari per il setting 8+128 GB, e 549 dollari per quello con 6+128 GB. L’esordio sul mercato, nel Vecchio Continente, avverrà il 6 Novembre (data in cui sarà acquistabile nei 115 negozi MediaWorld sparsi in Italia) ma, come in varie parti del mondo (27 Paesi), anche in Italia verrà organizzato un evento “pop-up” (ovvero, un temporary shop) per consentire ai fan di OnePlus l’acquisto anticipato dell’OnePlus 6T: nello specifico, occorrerà recarsi, tra le 12.30 e le 19.30 del 31 Ottobre al 32 di Via Tortona, a Milano, ove ha sede l’area eventi “Torneria Tortona”.

Ovviamente, non mancano – con prezzi che oscillano dai 21.95 euro (Protective Case Sandstone) di quelle basiche ai 31.95 di quelle più sofisticate (es. Bumper Case Karbon o Bumper Case Ebony Wood) – le 7 custodie ufficiali: queste ultime, somiglianti a quelle dell’OnePlus 6, a parte la mancanza di fori per il jack da 3.5 mm e per lo scanner digitale sul retro, consistono nel classico Silicon Case rosso, nel Bumper Case nelle consuete tonalità Nylon (26.95 euro), Karbon, Sandstone, e nella nuova Ebony Wood, nel Protective Case Karbon (26.95 euro), e nella cover a portafoglio (Flip Cover) in pelle nera.  In più, a 99 dollari, arriverà l’elegante zaino Explorer BackPack di OnePlus.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - L'OnePlus 6T, onestamente, mi ha sorpreso in positivo: i miglioramenti rispetto all'OnePlus 6 non sono stati abissali, a parte la maggior batteria ed il veloce scanner nascosto sotto il display. Tuttavia, in diversi elementi, ho notato una maggior cura verso il dettaglio (e non solo per i materiali): sembra quasi che si stia cucendo il software addosso all'hardware alla maniera di Cupertino. Con che esiti, sarà ben presto il mercato a decretarlo.

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