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Renzi ed il Job Act

Renzi riassume i punti del suo Job Act che fa tanto discutere, soprattutto in merito all'abolizione dell'articolo 18

Lavoro
Pubblicato il 22 dicembre 2013, alle ore 23:03

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Renzi ed il Job Act

Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, si pronuncia sulla questione del lavoro.

“Il piano per il lavoro sarà presentato a gennaio” sostiene il nuovo segretario del PD, aggiungendo che “il Pd deve tornare ad essere il partito del lavoro” per far fronte ad una situazione preoccupante, che registra il 12,7% di disoccupazione.

Per Matteo Renzi il job act deve poter dare garanzie a tutti, creando nuove assunzioni da una parte e possibilità di investimento dall’altra.

Il piano di Matteo Renzi, osteggiato per la presunta volontà di sopprimere l’articolo 18, assume un nuovo significato. Il segretario del partito democratico sembra voler accantonare l’articolo che tutela i lavoratori per i primi step dell’assunzione, per poter consentire alle aziende di investire. “E’ necessaria più flessibilità in uscita”. Lo scopo è quello di ricreare il ciclo virtuoso che in questi anni si è trasformato in precariato estremo, e di bloccare l’abuso dei contratti a tempo determinato e a progetto. Non ci sarà una cassa integrazione ma un vero e proprio sussidio universalmente applicato, della durata di 2 anni.

Renzi spende una parola anche in merito al ruolo dei sindacati. Un modello da prendere ad esempio, secondo Renzi, è quello tedesco, che prevede la presenza dei rappresentanti dei lavoratori dentro i consigli di amministrazione delle aziende.

Il tutto si collega al piano di tagli alla politica che Renzi desidera attuare. “Questo dà alla politica la credibilità per poter intervenire sull’occupazione e la scuola”.

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