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Reddito di cittadinanza: arriva la seconda fase, il giorno delle convocazioni

Arriva il giorno delle convocazioni per i beneficiari del reddito di cittadinanza che riceveranno fino a tre offerte di lavoro. Nel caso in cui non dovessero accettare nessuna delle tre offerte, verrà tolto l'assegno.

Lavoro
Pubblicato il 2 settembre 2019, alle ore 14:21

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Reddito di cittadinanza: arriva la seconda fase, il giorno delle convocazioni

Oggi è un giorno importante in quanto arrivano le chiamate per attivare il reddito di cittadinanza. Le persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza vengono inserite ufficialmente in un percorso di ricerca per un posto di lavoro. Si entra nella seconda fase, definitiva “attiva e propositiva”, e ogni persona che ha diritto riceverà fino a tre richieste di lavoro.

È arrivato il giorno dello start per il reddito di cittadinanza per il reinserimento dei destinatari del sussidio. Non si tratta di una sorpresa, in quanto era previsto nel calendario del reddito di cittadinanza e arriva la prova del nove nel corso di questa settimana.

La convocazione per i maggiorenni non occupati e senza regolare corso di studio

La fase due del reddito di cittadinanza è caratterizzata dall’identikit del candidato, come i dati anagrafici, il periodo di disoccupazione, gli impieghi precedenti e le competenze. I destinatari del sussidio devono compilare questi dati per non perdere l’assegno e in tutto sono 704 mila i beneficiari che riceveranno la convocazione nei centri per l’impiego.

Si deve precisare che le persone che rifiutano il posto di lavoro, perdono il reddito di cittadinanza tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. La chiamata per l’impiego non arriverà solamente al destinatario del reddito, ma lo stesso discorso vale per i maggiorenni della famiglia non occupati, e che non frequentano alcun corso di studio.

Ci sono degli esclusi da questa convocazione, e sono gli anziani con età superiore a 65 anni e i disabili: lo stesso discorso vale per le persone con bambini sotto i tre anni e per coloro che non sono autosufficienti. Si tratta dell’occasione per l’avvio del training on the job dei navigator, che ricevono il contratto da Anpal Servizi. Sono arrivate le dichiarazioni del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha affermato: “Sarebbe un errore modificare l’assetto impostato con il reddito di cittadinanza”.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - La speranza è che molte persone senza lavoro possano ritrovare un giusto impiego. Il pensiero va soprattutto alle persone di quaranta e cinquant'anni chiamate a portare avanti la famiglia con dignità. Un discorso analogo va fatto per i giovani maggiorenni senza impiego e senza corso di studio che hanno bisogno di un lavoro.

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