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Omicidio Klinger risolto: il movente sembra essere un affare di lavoro

Ucciso per un affare finito male: sarebbe questo il movente del delitto in cui ha perso la vita William Klinger, storico italiano che si trovava a New York per delle conferenze. L'assassino è stato fermato ieri dalla polizia, è un americano di 49 anni

Lavoro
Pubblicato il 3 febbraio 2015, alle ore 22:58

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Omicidio Klinger risolto: il movente sembra essere un affare di lavoro

Un proiettile alla nuca e un cadavere trovato nelle vicinanze di una piscina. Un assassinio a New York, nelle vicinanze dell’Astoria Park, che ha tutte le tinte del giallo. Così si è presentato inizialmente l’omicidio di William Klinger, avvenuto sabato 31 gennaio 2015.

La vittima è uno storico italiano, William Klinger, originario di Rijeka, (la ex Fiume) in Croazia e residente successivamente in Italia, in particolare in Friuli Venezia Giulia. La vittima è nota per i suoi studi sulla questione fiumana, sulla prima e seconda guerra mondiale e soprattutto per la sua ultima opera: “Il terrore del popolo: storia dell’Ozna, la polizia politica di Tito”, pubblicata nel 2012 in Italia.

Ieri, lunedì 2 febbraio, il mistero sarebbe stato risolto. Ucciso per un affare immobiliare finito male: questo sembra essere il movente del delitto compiuto dall’ americano Alexander Bonich. L’uomo, di 49 anni è stato fermato ieri dalla polizia e avrebbe confessato di aver sparato a Klinger per “un affare immobiliare andato male, relativo a una proprietà nel nordest dell’Italia”. Si pensa infatti che lo storico italiano avrebbe dovuto vendergli un terreno che possedeva nel nord dell’Italia. Poi evidentemente la trattativa è andata male, causando il litigio tra i due che ha causato alla fine la tragedia.

Lo studioso si trovava a New York per un ciclo di conferenze sulla ex Jugoslavia dopo la Seconda Guerra Mondiale e ora lascia lascia la moglie e due figli.

Sarebbero state alcune ricevute trovate addosso a Kingler a incastrare l’assassino. Queste infatti hanno condotto gli investigatori ad alcuni negozi della zona, dove le telecamere hanno loro mostrato la vittima con un altro uomo, identificato come un amico di Klinger. Altre immagini mostravano Bonich intento a disfarsi di alcuni oggetti appartenenti alla vittima.

Alla visione delle fotografie Bonich avrebbe confessato subito, specificando il luogo dove avrebbe gettato la pistola e i suoi indumenti: all’East River vicino Roosvelt Island. L’uomo si sarebbe giustificato sostenendo che avrebbe sparato per legittima difesa ma ciò non ha convinto le autorità che lo hanno arrestato. Accusato di omicidio di secondo grado, possesso illegale d’arma e alterazione delle prove, Bonich rischia 25 anni di carcere.

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