Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso nuove linee operative per accompagnare l’avvio della riforma degli istituti tecnici prevista dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, tracciando un percorso di aggiornamento graduale che coinvolge scuole, dirigenti e uffici territoriali. Il documento si inserisce nel quadro delle riforme già avviate negli ultimi anni e punta a rendere più coerente l’organizzazione didattica senza stravolgere l’impianto esistente.
La revisione viene descritta come un’evoluzione progressiva, costruita sull’esperienza delle scuole e sulla necessità di adattare i percorsi formativi alle nuove competenze richieste. L’obiettivo è mantenere continuità, valorizzando allo stesso tempo l’autonomia degli istituti nella progettazione dei curricula. Un punto centrale riguarda il primo biennio, dove le scuole potranno contare su un margine di flessibilità pari a 66 ore annuali per ciascun anno.
Questo spazio dovrà essere utilizzato con attenzione, per evitare squilibri nella distribuzione delle cattedre e nella gestione del personale docente. Nel settore economico si suggerisce un rafforzamento delle competenze linguistiche e geografiche, mentre nell’ambito tecnologico e ambientale viene privilegiato il potenziamento delle discipline scientifiche. Per le aree sperimentali è prevista la possibilità di una didattica condivisa tra più insegnanti, così da favorire percorsi interdisciplinari e più dinamici.
Le scuole potranno anche riorganizzare le ore tra primo e secondo anno, oppure rimodulare i carichi disciplinari, purché senza effetti negativi sulla stabilità degli organici. In caso di nuove classi di concorso, viene raccomandata la continuità didattica per garantire stabilità agli studenti. La circolare dedica ampio spazio agli aspetti amministrativi.
Le classi prime del 2026/2027 saranno gestite tramite nuovi codici nel sistema informativo, mentre alcune procedure richiederanno un intervento manuale. Gli uffici regionali avranno il compito di supportare le scuole nella fase di transizione. È prevista inoltre una futura tabella di corrispondenza tra discipline e classi di concorso, utile per definire con precisione gli insegnamenti. Il Ministero sottolinea che la gestione degli organici resta un elemento decisivo per la buona riuscita della riforma.