Fabrizio Corona è ritornato ufficialmente in auge grazie al suo format “Falsissimo“, in onda su YouTube in cui parla di alcuni lati nascosti della televisione italiana e non solo. Il più emblematico è sicuramente il caso legato ad Alfonso Signorini, che ha causato una temporanea autosospensione del direttore del settimanale “Chi” da Canale 5.
Signorini, negli ultimi anni, era diventato un nome sempre più importante in casa Mediaset, sia perché il settimanale “Chi” è del Gruppo Mondadori di proprietà di Finivest ed avente come presidente Marina Berlusconi, ma anche per il suo “Grande Fratello Vip”. Infatti, con il suo farsi da parte, è rimasto libero il ruolo di conduttore della prossima edizione del reality.
Bufera sul documentario di Fabrizio Corona
Oltre a “Falsissimo”, nelle ultime settimane l’ex re dei paparazzi sta facendo parlare per il suo documentario Netflix dal titolo “Io sono notizia”. Tanti sono gli argomenti trattati da Netflix in merito a questa serie, tra cui un ricordo al padre Vittorio Corona con una intervista a Marco Travaglio e l’intervento di alcune sue ex fiamme, tra cui Nina Morić.
Ma il vero caos si sta scatenando 793.629 euro di tax credit ottenuto da Netflix dai contribuenti italiani per produrre i cinque episodi di “Io sono notizia”. Nel mondo del cinema, il tax credit è un incentivo fiscale che permette a una casa di produzione di recuperare una percentuale delle spese sostenute per realizzare un film e, nel nostro paese, si può arrivare a circa il 40%. Spesso lo Stato concede questi fondi per attirare investimenti, creare posti di lavoro nel settore e promuovere la cultura.
A questa critica sui fondi pubblici si aggiunge anche una visione di Aldo Grasso sul “Corriere” in merito alla serie: “Mi riesce difficile capire con che coraggio Netflix possa mandare in onda Fabrizio Corona: Io sono notizia , un qualcosa spacciato come docuserie in cinque puntate. Quel qualcosa è solo un lungo, brutto spot, realizzato da Massimo Cappello e Marzia Maniscalco, che cerca di trasformare un pregiudicato (bancarotta fraudolenta, frode fiscale, corruzione, estorsione, detenzione di banconote false…) in uno spregiudicato, un mitomane in un eroe del nostro tempo”.