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Can Yaman, gravi accuse alla polizia dopo il bagno di folla e la multa

La notizia dell'assembramento creatosi sotto l'hotel di Can Yaman e della multa all'attore turco da parte della polizia ha fatto il giro del web, dove è emersa un'altra verità.

Gossip
Pubblicato il 10 gennaio 2021, alle ore 16:56

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Can Yaman, gravi accuse alla polizia dopo il bagno di folla e la multa

Continua a far discutere lo scandalo legato alla presenza di Can Yaman a Roma. L’attore turco, che si trova nella Capitale per registrare uno spot pubblicitario, nella giornata di sabato è stato multato dalla polizia per aver causato un assembramento sotto l’hotel Eden, dove soggiorna e dove ogni giorno centinaia di fan (soprattutto donne) stazionano nella speranza di vederlo.

Stando a una prima ricostruzione dei fatti, il bellissimo interprete della serie “DayDreamerer – Le Ali del Sogno” era uscito dall’entrata principale – quella dove stazionava la folla – anziché usare, come concordato con lo staff e con la direzione dell’hotel, l’uscita posteriore. Da qui l’assedio della folla, gli autografi e le foto di rito circolate poi sul web, a causa delle quali Can è stato multato dallo polizia intervenuta su chiamata dell’hotel.

Caos per il soggiorno di Can Yaman a Roma

Tuttavia le cose non starebbero esattamente così, almeno stando alle testimonianze di alcuni clienti dell’hotel che stavano uscendo in quel momento e delle fan lì presenti. La nuova versione, però, mette in forte imbarazzo la polizia, in modo particolare gli agenti intervenuti, che dovranno rispondere del loro comportamento ai superiori e al capo della polizia Gabrielli, che ha fatto sapere di essere furibondo. Stando a quanto sostengono le ragazze del gruppo “Pazzesco Can Yaman”, pagina Facebook da 7800 seguaci, Can non ha trasgredito perché invece era tutto concordato.

“Agenti e personale dell’hotel sapevano tutto sin dal pomeriggio” hanno detto le ragazze. Le quali, pur ammettendo di aver sbagliato creando un assembramento volontario in un periodo così delicato per l’Italia e gli italiani, hanno sottolineato come i militari non abbiano fatto il loro dovere. “Carabinieri e poliziotti facevano selfie e video invece di controllare” ha dichiarato una ragazza di nome Pamela, che già dal mattino sapeva che nel pomeriggio, verso le 18.00, Can sarebbe sceso a salutare.

Del resto è noto come l’attore sia affezionatissimo ai suoi fan: ci ha sempre tenuto a conoscerli e a salutarli, anche se in questa occasione avrebbe potuto evitare. Da parte loro, proprio come i fan, i poliziotti intervenuti sembravano felici ed entusiasti all’idea di conoscere l’attore, al punto che ci parlavano e scattavano foto con lui. La folla, ha spiegato la testimone, che si trovava lì con la figlia, si è dispersa spontaneamente solo quando l’attore è rientrato, non certo per via dell’intervento della polizia.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossella Martielli

Rossella Martielli - Nonostante la simpatia e l'indubbia gentilezza di Can Yaman e al netto della presunta connivenza dei poliziotti, su cui ci sono numerose testimonianze (nonché - pare - anche delle foto inequivocabili), questo episodio andava evitato ad ogni costo. Non solo è stato estremamente rischioso, ma costituisce un precedente che qualcuno potrebbe decidere di emulare. Capire, però, chi sono i veri responsabili è molto difficile, anche se tutti, a mio avviso, devono chiedere scusa agli italiani, che invece sono chiusi a casa da mesi e non si sognerebbero mai di fare una cosa del genere.

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