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Barbara D’Urso nella bufera: solidarietà ai detenuti e ai rivoltosi. La dura lettera di un poliziotto penitenziario

Barbara D'Urso ha ricevuto una dura lettera di un agente della Polizia Penitenziaria che non ha accettato le parole di solidarietà della conduttrice Mediaset rivolte ai detenuti e alle loro famiglie che in questi giorni sono in rivolta.

Gossip
Pubblicato il 13 marzo 2020, alle ore 12:54

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Barbara D’Urso nella bufera: solidarietà ai detenuti e ai rivoltosi. La dura lettera di un poliziotto penitenziario

Giorni duri e difficili per l’Italia, messa con le spalle al muro dall’emergenza Coronavirus. Ma questo virus infernale sta creando molti danni collaterali, uno su tutti le rivolte dei carcerati e delle loro famiglie in prima linea con proteste davanti alle carceri. A essere trascinata nel turbinio delle polemiche, è stata Barbara D’Urso a causa di alcune sue dichiarazioni durante una puntata di “Pomeriggio Cinque”.

In questo momento tanto delicato, la conduttrice Mediaset ha rivolto un pensiero ai detenuti e alle loro famiglie: “Nessuno di noi può abbracciare le persone care in questo momento. Abbraccio tutti i carcerati e mi metto nei loro panni“, avrebbe esclamato la D’Urso. Queste affermazioni hanno sollevato l’ira e il disgusto di un agente della Polizia Penitenziaria che ha pensato di scrivere una lettera alla conduttrice.

Barbara D’Urso nella bufera: la lettera di protesta del poliziotto penitenziario

Parole forti e decise le sue, in alcuni passaggi addirittura crude, per evidenziare come l’operato di questi agenti sia troppo spesso dato per scontato. Proprio questo punto ha voluto mettere in evidenza il poliziotto: “Solitamente sono paziente ma… Stasera no!! No perché la signora menzionata, non merita rispetto, non merita lusinghe: la Signora in oggetto merita solo indignazione. Questi criminali (…) stanno creando emergenza durante un momento particolare della storia del nostro Paese, stanno manifestando contro la Giustizia del nostro ordinamento, stanno sfidando lo Stato per trarne benefici”, ha precisato Antonino Di Lauro, il poliziotto autore della lettera.

Precisando poi che lo scopo della sua vita è quello di garantire la sicurezza ai cittadini onesti che rispettano le leggi, che pagano le tasse e che tutti i giorni vanno a lavorare con onestà e impegno: “Si Barbara, ogni giorno faccio scontare la pena agli spacciatori, a chi violenta Donne e Bambini/e, a chi stupra, a chi uccide, a chi fa saltare in aria i Giudici, a chi pensa di essere al di saprà dello Stato“.

L’agente sottolinea che per lavorare in un penitenziario ci vuole coraggio, tutti i giorni sono alle prese con minacce di ogni genere, sia sulla loro persona che sulle loro famiglie: “Lei, Barbara, non può sapere l’adrenalina che attraversa il corpo di un Poliziotto Penitenziario, quando si sente dire ‘Lei ce l’ha la famiglia’”.

Conclude questa forte missiva con un ulteriore affondo, Di Lauro si dice disgustato, indignato, sconvolto dalle esternazioni della D’Urso anche per il fatto che i suoi familiari vivono nel terrore di non rivederlo più tornare a casa, così come quelli dei suoi colleghi: “Oggi ha difeso (riferendosi alla D’Urso, ndr) un soggetto che ha violentato una bimba o a seviziato una Donna, o ha venduto droga (morte) ai nostri figli. Io sono un Poliziotto Penitenziario e ne sono orgoglioso e fiero”.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Capisco perfettamente il punto di vista del poliziotto penitenziario e non comprendo come possa aver pronunciato quelle parole la D'Urso. Comprendo il fatto che venga seguita dai detenuti, ma in questo periodo avrebbe dovuto redarguirli e non appoggiarli. La lettera è stata molto dura, ma figlia di una frustrazione più che comprensibile.

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