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PlayStation Classic: alcune ragioni del parziale fallimento

Conviene davvero? È questa la domanda che molti si chiedono soprattutto dopo il rilevante taglio da parte di Sony del prezzo, che passa dai 99.99€ (al lancio) ai più canonici 59.99€ dopo neanche un mese dalla sua distribuzione ufficiale.

Games
Pubblicato il 31 dicembre 2018, alle ore 00:37

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PlayStation Classic: alcune ragioni del parziale fallimento

“Old but gold”. A quanto pare questo termine non si addice al “nuovo” prodotto rilasciato da poche settimane da parte di Sony che, dopo poco meno di un mese, si trova costretta a ribassare considerevolmente il proprio prodotto (40% circa) a fronte delle innumerevoli lamentele da parte dei suoi stessi fan.  

Le accuse mosse da parte di quest’ultimi nei confronti della multinazionale conglomerata giapponese sono molteplici e riguardano soprattutto lo scarso impegno che gli sviluppatori hanno rivolto all’ottimizzazione della console. A livello di contenuti, infatti, i titoli presentati (la console garantisce un parco titoli di 20 giochi, al quale, tral’altro, mancano all’appello alcuni titoli storici) sono gli stessi visti venti anni fa: ciò avviene in quanto PlayStation Classic propone i suoi giochi in versione “PAL UK” senza alcuna sostanziale miglioria in termini grafici o di stabilità degli stessi titoli.

Do you Speak English?

Un altro problema molto sentito da parte dei fan Sony riguarda la completa perdita della lingua italiana, mantenuta purtroppo, solo da due titoli (Grand Theft Auto e Tom Clancy’s Rainbow Six Siege). Questo inconveniente diventa ben più grande per tutti coloro che – non “masticando” minimamente la lingua anglofona – infatti, si troveranno non solo a dover rigiocare i titoli che li avevano accompagnati nell’età giovanile in lingua originale, ma addirittura a dover fare tutto ciò senza la presenza di sottotitoli, se non, anche qui, in lingua originale.

Non proprio tutto da buttare…

C’è però anche qualche merito da attribuire a Sony, che pur non potendo contare di una gestione ottimale in merito all’ottimizzazione dei suoi titoli, può di certo farlo in merito al fattore fedeltà. La console infatti, seppur rimpicciolita, riproduce fedelmente proprio quella “scatola grigia” che fece innamorare milioni di ragazzi di qualsiasi zona del mondo proprio sul finire degli anni 90. Una nota di merito va infatti data alla cura con la quale è stata riprodotta non solo la console, ma anche i due pad (inclusi nel prezzo) e il sistema di gestione dei dati salvati, che unisce il tradizionale sistema di salvataggio manuale ad uno più recente, tipico delle console di nuove generazioni, con il cosiddetto “salvataggio automatico”.

Fallimento o no? 

In definitiva, ci troviamo di fronte ad un prodotto a due facce, che da un lato ripropone perfettamente dal punto di vista estetico la sua controparte originale ma che, al contempo, non riesce a importare quanto di buono creato con le successive console in termini di fluidità e ottimizzazione grafica, non facendo per niente rimpiangere un ipotetica rispolverata della sua controparte originale in grado di sostituire più che degnamente questo nuovo prodotto di casa Sony.

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Cosa ne pensa l’autore
Samuele Paladina

Samuele Paladina - A mio parere, PlayStation Classic mini rappresenta un occasione per tutti coloro che non hanno potuto vivere in prima persona gli anni della prima grande produzione Sony, nonostante il parco titoli non così imponente: infatti, nel complesso, PlayStation Classic mini rappresenta una piccola pietra miliare per i veri appassionati di videogiochi, soprattutto se relazionata al prezzo appena ridotto in modo così sostanzioso.

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Commenti
Emanuele Novizio
Emanuele Novizio

23 gennaio 2019 - 23:00:10

Giochi completamente messi a caso, Metal Gear Solid con voci in Inglese, e alcuni capolavori non messi. Se poi, pensiamo che sia stato fatto con un emulatore open, allora..

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