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Zanzibar, l’isola dove il Covid-19 non esiste: da maggio la popolazione prega e ha anche digiunato

Si tratta della famosa isola tropicale che fa parte della Tanzania. Zanzibar è situata di fronte alla costa orientale dell'Africa, gli ultimi casi di Sars-CoV-2 risalgono allo scorso mese di aprile. Presidente ha messo in dubbio l'efficacia dei tamponi.

Esteri
Pubblicato il 26 dicembre 2020, alle ore 13:10

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Zanzibar, l’isola dove il Covid-19 non esiste: da maggio la popolazione prega e ha anche digiunato

Un’isola tropicale situata nell’Oceano Indiano, un paradiso tropicale dove molti italiani vogliono trasferirsi, attratti dal clima mite e dalle bellissime spiagge di sabbia bianca. Questa è Zanzibar, l’isola che fa parte della Tanzania e che si trova difronte alla costa orientale dell’Africa. Ed è proprio qui che il Covid-19 e la relativa pandemia sembrano scomparsi. Ormai da maggio le autorità sanitarie locali non registrano più nessun caso di infezione, tanto che la vita continua normalmente, come se nulla stesse succedendo nel resto del mondo. 

A Zanzibar bar, locali e ristoranti sono aperti, la gente si reca tranquillamente in spiaggia e frequenta insomma la vita sociale come tutto il resto del mondo al tempo pre Covid. Secondo quanto riferisce Fanpage, il fatto che nella zona non si registrino contagi potrebbe derivare dalla posizione geografica, in quanto appunto Zanzibar è un’isola che si trova lontano dal continente, ma un ruolo potrebbe giocarlo anche la politica adottata dalla Tanzania, non proprio trasparente.

Il presidente ritiene che i tamponi non siano affidabili

La Tanzania conta una popolazione di 1,3 milioni di abitanti, ma ad oggi si registrano 0 casi da Covid ormai da maggio, quando il Governo locale ha ufficialmente dichiarato conclusa l’emergenza coronavirus. Il presidente John Magufuli ha quindi deciso di interrompere il conteggio dei casi, in quanto, a suo dire, i tamponi con cui si rileva il Sars-CoV-2 sono del tutto inaffidabili e produrrebbero una grande quantità di falsi negativi. La popolazione locale, la scorsa primavera, dopo aver appreso dei primi casi di contagio nell’isola ha cominciato a pregare e a diugiunare: dopo tre giorni i casi sono calati e il virus sembrava scomparso da allora. 

Fino a maggio la Tanzania ha registrato 509 casi di Covid-19 e 21 morti a causa dell’infezione. Poi della pandemia non se ne è sentito più parlare. Tra l’altro, mentre in tutto il mondo comincia la vaccinazione contro il coronavirus, il Governo della Tanzania ha deciso di non ordinare nessun vaccino, promuovendo contro il Covid una cura a base di erbe del Madagascar, altro Paese in cui i numeri dell’epidemia sono poco chiari e che usa metodi naturali per combattere il Sars-CoV-2.

Da qui molte nazioni nel mondo, inclusa l’Italia, hanno deciso di sconsigliare i viaggi sia in Tanzania che nella stessa Zanzibar, in quanto non si ha un reale quadro di come vada l’epidemia in quella zona. I Paesi intorno alla nazione africana continuano ad oggi a registrare migliaia di casi al giorno, anche se avrebbero una ridotta capacità di fare tamponi rispetto alle nazioni occidentali.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un caso davvero strano quello di Zanzibar, dove praticamente la pandemia non esiste e la gente è tornata alla vita normale. La scorsa primavera il Covid è arrivato da quelle parti, ma il Governo ha poi deciso di interrompere i tamponi. Per questo adesso si raccomanda prudenza ai viaggiatori che vogliono raggiungere questo Paese, dove la sanità tra l'altro non è uguale a quella italiana o occidentale.

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