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Web star gay muore a seguito di un’iniezione di silicone che doveva ingrandirgli il pene

Non c’è stato nulla da fare per Jack Chapman, morto a 28 anni per un’embolia da silicone. Fatali sono state le complicazioni sorte a seguito dell’iniezione che avrebbe dovuto ingrandirgli il pene.

Esteri
Pubblicato il 9 novembre 2018, alle ore 10:20

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Web star gay muore a seguito di un’iniezione di silicone che doveva ingrandirgli il pene

L’ultima iniezione del 15 ottobre non gli ha dato via di scampo. Jack Chapman, web star del mondo omosessuale, è spirato dopo essersi iniettato una quantità eccessiva di silicone nel pene e nello scroto.

Parte attiva della comunità BDSM di San Francisco, il 28enne di origini australiane è deceduto a seguito di alcune complicazioni polmonari postchirurgiche.

Le cause del decesso

Il giovane, perfettamente al corrente dei rischi che correva, era solito sottoporsi a questo tipo di trattamento che non trova alcun tipo di approvazione da parte della comunità medica internazionale.  

La pratica può infatti determinare l’insorgere di alcuni gravi problemi di salute. E così è stato per Jack Chapman, conosciuto nell’ambiente anche come Pup Tank. Al momento non è ancora chiaro se si sia siringato da solo, oppure abbia deciso di rivolgersi a qualcuno disposto a fargli l’iniezione.

La madre ha immediatamente puntato il dito contro Dylan Hafertepen, meglio conosciuto come Master Dylan, il compagno che a sua detta ha plagiato il figlio fino a farlo diventare il suo schiavo sessuale. Per quanto è dato sapere, la sua sottomissione al master, in altre parole il suo padrone, era pressoché totale. Le regole del rapporto master/slave (padrone/schiavo) sono infatti ferree, e prevedono che il “cucciolo” altro non sia che una esclusiva proprietà del suo padrone. A tal fine per farsi riconoscere, lo slave deve indossare un collare-catena.

A quanto pare, nel 2017 Jack ha tagliato il collare, mettendo fine a questo tipo di relazione. L’allontanamento è però durato poco, in quanto i due sarebbero tornati insieme dopo nemmeno un anno. Nel frattempo il master aveva però denunciato il suo schiavo per non aver pagato alcune mensilità dell’affitto.

Sulla base della testimonianza di Chuck Osborne, un amico di Jack, l’infezione che ha determinato la “sindrome di embolia da silicone” appariva come una delle tante infezioni di routine. Ed è proprio per questa ragione che la madre di Chapman si è scagliata contro l’amante del figlio, accusandolo di averlo plagiato, obbligandolo a cambiare la fisionomia del suo corpo. “Mio figlio faceva parte di un clan che si comportava da setta” sono state le parole della donna.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Difficile trovare un commento a questa triste storia. In effetti per farlo bisognerebbe addentrarsi in un mondo completamente diverso, dove vengono sovvertite le comuni regole del vivere comune. Rimane però il dolore di una madre che ha perso il figlio, che da anni viveva come un oggetto del desiderio del suo partner padrone.

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