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Venezuela: scontro tra Guaidò e Maduro sugli aiuti umanitari

Guaidò, ha pubblicato su twitter un decreto in cui ordina la riapertura di tutti i confini del Paese come risposta al presidente Maduro, che aveva annunciato la chiusura della frontiera con il Brasile

Esteri
Pubblicato il 23 febbraio 2019, alle ore 07:10

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Venezuela: scontro tra Guaidò e Maduro sugli aiuti umanitari

In queste ore è altissima la tensione in Venezuela. Juan Guaidò, presidente del parlamento venezuelano, auto proclamatosi capo dello Stato, ha pubblicato sul proprio profilo twitter un decreto con il quale ordina l’apertura delle frontiere. Il messaggio è la sua risposta al presidente Maduro che ieri in serata aveva annunciato la chiusura del confine con il Brasile e la valutazione della chiusura di quello Colombiano.  

La situazione in Venezuela è drammatica. Amnesty International ha denunciato l’uso eccessivo della forza da parte di Maduro; in 5 giorni di proteste, sono state uccise 41 persone ed effettuati 900 fermi, esecuzioni ed arresti sommari. L’organizzazione ha chiesto al Consiglio Onu dei diritti umani di creare un organismo indipendente d’indagine per monitorare e riferire sulla situazione dei diritti umani. La Conferenza episcopale del Venezuela ha lanciato un appello per fare entrare e permettere agli aiuti internazionali di svolgere la loro missione; mentre l’ong Human Right Watch la definisce “Una catastrofe umanitaria senza precedenti”.

Cause e rischi dello scontro tra Maduro e Guaidò 

Causa dello scontro tra i due presidenti sono gli aiuti umanitari. Maduro, infatti, nega l’esistenza di una crisi umanitaria e attacca Guaidò di mettere in scena uno “show mediatico” per giustificare un intervento militare ad opera degli Stati Uniti.

Quest’ultimo, infatti, ha scritto un post su twitter in cui lancia un appello alle Forze Armate per permettere che gli aiuti umanitari entrino nel Paese. Nel post Guaidò scrive: “Signori, avete tre giorni per passare dalla parte della Costituzione, eseguire le istruzioni del presidente incaricato della Repubblica e lasciare entrare gli aiuti“. Inoltre, assicura garanzie e benefici ai membri delle forze armate che rispetteranno il mandato della Costituzione e afferma che è l’Assemblea Nazionale che ha autorizzato gli aiuti. I militari hanno proibito ai convogli umanitari di entrare nel Paese tantoché il Brasile ha sospeso la consegna degli aiuti per l’impossibilità di portare a termine l’operazione. 

A destare maggiore preoccupazione sono due appuntamenti che si terranno in Colombia e in Venezuela poiché si temono scontri per la vicinanza dei due eventi. In Colombia, Richard Bresson ha promosso il “Venezuela Aid Live” per sostenere Guaidò e raccogliere fondi; in Venezuela, invece, si terrà “Hands Of Venezuela”, Giù le mani dal Venezuela, evento voluto dallo stesso Maduro.  

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Cosa ne pensa l’autore
Liliana Morreale

Liliana Morreale - Il presidente Nicholas Maduro è stato eletto democraticamente ed ha i suoi sostenitori, mentre il presidente del parlamento Juan Guaidò ha il sostegno dell'opposizione. La situazione se entrambi continueranno ad attaccarsi potrebbe aggravarsi e portare ad aumentare le tensioni; inoltre il Venezuela è in condizioni talmente critiche che secondo più fronti necessita di questi aiuti

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

23 marzo 2019 - 13:35:49

Lo scontro è tra il far entrare armi ed esplosivi per avallare il golpe, e tutelare la dignità nazionale :)

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