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Venezuela, Maduro afferma di aver sventato un colpo di stato fascista

Il presidente venezuelano afferma che le forze di sicurezza hanno sventato un complotto per assassinarlo ed instaurare al governo l'ex Ministro della Difesa, Raul Baduel.

Esteri
Pubblicato il 27 giugno 2019, alle ore 16:57

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Venezuela, Maduro afferma di aver sventato un colpo di stato fascista

Il dittatore venezuelano Maduro afferma di essere stato vittima di un tentativo di colpo di stato di stampo fascista.
Facile prevedere che avrebbe puntato l’indice contro il leader dell’opposizione Juan Guaidò, il quale avrebbe organizzato tale tentativo con il sostegno di Stati Uniti, Colombia e Cile.

Accuse subito rispedite al mittente e stigmatizzate dallo stesso Guaidò che afferma: I media hanno perso il conto di tutte le accuse di questo tipo che mi sono state rivolte”.
Intanto all’inizio di questa settimana sei persone – tra ufficiali dell’esercito e della polizia – sono finite dietro le sbarre in quanto risulterebbero coinvolte nel presunto “golpe” ed il ministro delle Comunicazioni del governo Maduro, Jorge Rodriguez, ha chiarito come tale tentativo sia stato sventato grazie agli informatori infiltrati negli stessi gruppi ritenuti sovversivi. Afferma lo stesso Rodriguez: “Eravamo in tutti gli incontri per pianificare il colpo di Stato, siamo stati presenti in tutte le loro conferenze”.

Stando a quanto riferito dallo stesso ministro, le persone coinvolte nel tentato “golpe” sarebbero all’incirca trenta, tutti membri attivi dell’esercito e militari in pensione.

Il piano, nello specifico, sarebbe consistito nell’idea di sequestrare tre importanti basi militari venezuelane e avrebbe poi previsto l’uccisione dello stesso leader Maduro, di sua moglie Cilia Flores, nonchè di altri importanti membri del governo e del Partito Socialista.

Successivamente si sarebbe dovuto procedere alla liberazione dell’ex Ministro della Difesa, Raul Baduel (detenuto dal 2009 per presunte accuse di corruzione, sempre smentite) ed all’instaurazione dello stesso come capo del governo.

Intanto dalla Colombia arriva la risposta del ministro degli Esteri Carlos Holmes Trujillo, come riportato nella mattinata di oggi: “Continuiamo ad agire nella ricerca di soluzioni politiche e diplomatiche per il Venezuela”.

Dall’inizio della crisi economica circa 4 milioni di persone, secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, hanno lasciato il Venezuela per immigrare verso gli Stati Uniti ed altri paesi dell’America Latina.

L’empasse sembrava essersi sbloccato nel gennaio del 2019, quando Juan Guaidò, leader dell’ Assemblea Nazionale, si era proclamato presidente ad interim con il sostegno di oltre 50 stati tra i quali gli Stati Uniti e la quasi totalità dei paesi del Sud America.

Tuttavia, il signor Maduro sembra poter contare ancora sulla fedeltà di quasi tutto l’esercito e dei suoi generali più importanti, nonchè sul sostegno incondizionato di Russia e Cina. 

Intanto gli aiuti umanitari provenienti da Colombia ed Ecuador continuano ad essere respinti al confine con il Venezuela.
L’ennesimo braccio di ferro, un altro gioco di forza, ancora una volta sulla pelle degli sfiniti cittadini venezuelani.

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Cosa ne pensa l’autore
Andrea Ferrara

Andrea Ferrara - Appare evidente come protagonisti ed antagonisti di questa triste ed ormai lunga vicenda che riguarda questo martoriato paese, siano mossi da potenti interessi economici (va sempre ricordato che il Venezuela è il Paese che ha le più grandi riserve petrolifere del pianeta) mentre resta sullo sfondo lo storico conflitto capitalismo-socialismo. Viene però da chiedersi come possa essere possibile, nel XXI secolo, non riuscire a superare questo odioso binomio nel momento in cui le condizioni igieniche ed alimentari della popolazione diventano insostenibili e al limite della sopravvivenza. Certamente non è pensabile che qualcuno si auto-proclami Presidente ma, come molte volte lo stesso Guaidò ha avuto modo di chiarire, tale ruolo per lui avrebbe avuto scadenza ad interim, dopodiché ci sarebbero state nuove elezioni. Sarei davvero curioso di capire la volontà e l'attuale orientamento politico di questo Paese che da troppo tempo è ormai privo della possibilità di poter decidere liberamente quale presente e quale futuro debbano vivere i venezuelani ed i propri figli. Chi vivrà, vedrà. Intanto si prende atto del fatto che ben 4 milioni di persone siano state obbligate a lasciare la propria nazione. Un altro dramma umanitario dei nostri tempi.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

27 giugno 2019 - 17:20:48

Credo che il futuro del Venezuela debba deciderlo il suo popolo, e non un burattino etero diretto dagli USA: l'epoca delle dittature filo americane nel Sud America è roba da anni '70.

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Fabrizio Ferrara
Andrea Ferrara

27 giugno 2019 - 17:26:01

Sono d'accordo con te. Ho sottolineato nella mia opinione come non è pensabile che qualcuno si auto-proclami presidente. Tuttavia un ruolo di Guaidò ad interim fino ad immediate elezioni avrebbe garantito il voto ai venezuelani. Si è persa memoria dell'ultima volta in cui abbiano avuto la possibilità di farlo. La sfacciataggine di Maduro nel conservare il suo posto in barba ai problemi del suo paese meriterebbe il giudizio di una corte marziale.

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