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USA, si suicida a 9 anni dopo essere stato bullizzato perchè gay

Il piccolo Jamel, di 9 anni, aveva confidato alla sua mamma di essere gay durante le vacanze estive. Ritornato a scuola lo aveva dichiarato ai suoi compagni di classe, diventando così vittima di bullismo. Giovedì ha deciso di togliersi la vita.

Esteri
Pubblicato il 29 agosto 2018, alle ore 16:34

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USA, si suicida a 9 anni dopo essere stato bullizzato perchè gay

Jamel Mayes, bambino di 9 anni, ha deciso di togliersi la vita dopo avere subito atti di omofobia e bullismo nella sua scuola a Denver, in Colorado. Il piccolo non riusciva a sopportare le prese in giro dei suoi amici di classe dopo avergli confidato di essere gay. La denuncia arriva ad un’emittente televisiva dalla madre Leia Pierce: “Mio figlio è morto a causa del bullismo. Il mio bambino si è ucciso”.

Dal racconto della madre all’emittente Kdvr, emerge che Jamel le aveva confidato durante un viaggio in auto di essere gay. La donna inizialmente pensava che suo figlio scherzasse, ma poi l’ha visto spaventato, così ha risposto: “Ti amo ancora“, per infondergli tranquillità e conforto. In seguito, Jamel ha chiesto alla madre di vestirsi in modo più femminile: “era orgoglioso della sua omosessualità, aveva deciso di dirlo a tutti i suoi compagni di classe al rientro a scuola“, spiega Leia.

Jamel non voleva nascondersi da ciò che sentiva di essere, così il primo giorno di scuola si è presentato con delle unghie finte. Dopo solo quattro giorni di scuola, la madre ha ritrovato il corpo senza vita del figlio nella loro abitazione a Denver. Il bambino, aveva confidato a sua sorella maggiore, che i compagni di scuola lo prendevano in giro e lo avevano più volte invitato ad ammazzarsi. “Sono così triste perché mio figlio non è venuto da me. Sono sconvolta dal fatto che abbia pensato che togliersi la vita fosse un’opzione“, ha detto la donna.

Le autorità di Denver hanno confermato il suicidio del piccolo dopo l’autopsia, e hanno messo a disposizione per gli allievi della scuola elementare frequentata da Jamel un supporto psicologico. Inoltre, la scuola elementare ha inviato una lettera alle famiglie degli alunni per sottolineare la perdita inaspettata di Jamel, ed ha invitato i genitori a sorvegliare sui segnali mostrati dai propri figli e di rivolgersi a loro per ricevere aiuto.

La mamma di Jamel spera che la morte del suo bambino possa aiutare a capire gli effetti del bullismo, e poi ha dichiarato: “devono essere accertate responsabilità: credo che i genitori siano responsabili di ciò che insegnano ai propri figli. Nessuno deve provare dolore se il proprio bambino è differente dagli altri”.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - La storia di questo bambino è davvero triste. Ancora una volta emerge che condizioniamo i nostri bambini sin da piccoli nell'etichettare una persona. Jamel era ancora piccolo, stava iniziando ad approcciarsi ad una nuova realtà di se stesso e con l'ingenuità di tutti i bambini voleva urlarlo al mondo, ma questo purtroppo gli è costato la vita.

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