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USA: “Senza la Costituzione sareste i miei schiavi da campi”, il commento shock di una maestra agli studenti neri

Una maestra del North Carolina si è licenziata dopo le polemiche in seguito ai commenti verso gli studenti di colore. Durante una lezione di inglese, la donna ha detto agli studenti neri: “Senza la Costituzione sareste i miei schiavi da campi”.

Esteri
Pubblicato il 9 ottobre 2021, alle ore 11:16

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USA: “Senza la Costituzione sareste i miei schiavi da campi”, il commento shock di una maestra agli studenti neri

Una maestra di una scuola media del North Carolina ha dato le dimissioni dopo le polemiche che si sono scatenate in seguito al suo commento durante una lezione di inglese. L’episodio si è svolto lo scorso settembre, quando nel corso di una lezione sulla Costituzione Americana la maestra ha chiesto agli studenti neri di alzare la mano.

A quel punto, la donna ha detto a questi bambini che senza la Costituzione sarebbero stati i suoi “schiavi da campo. Immediata la polemica da parte dei genitori degli studenti presi di mira, che dopo il commento della maestra sono stati oggetto di altri episodi razzisti da parte di compagni di classe e staff della scuola, con una maestra che li ha chiamati “le mie piccole scimmie“.

Kanisha Tillman, madre di una degli studenti di colore, ha raccontato ai media: “Ha fatto alzare le mani durante una lezione sulla Costituzione e ha ricordato loro che senza di essa, sarebbero i suoi schiavi“. Il 24 settembre la scuola ha inviato una circolare nella quale ammetteva che una “lezione razzialmente insensibile” aveva avuto luogo, e che erano state usate “parole razziste” dai compagni di classe senza che la maestra intervenisse.

La Preside Annastasia Ryan ha scritto: “Lunedì sera mi è stato fatto sapere dall’amministrazione che una lezione razzialmente insensibile sull’importanza della Costituzione negli Stati Uniti è stata portata avanti durante una lezione di inglese nel Giorno della Costituzione“. La circolare continua confermando che diverse parole razziste erano state poi ripetute da diversi bambini in classe “senza un responso appropriato da parte dell’educatrice“.

Dopo la polemica, diversi episodi di discriminazione sono stati portati alla luce nella pagina Facebook della scuola. Ad esempio, quando uno studente ha chiamato uno studente di colore “scimmia” e quest’ultimo ha cercato di spiegare che era razzista e non lo apprezzava, la maestra presente in classe ha risposto dicendo: “Oh, va bene, siamo tutti un po’ razzisti“. La maestra in questione ha dato le dimissioni e non farà ritorno alla scuola, mentre gli studenti che hanno usato parole razziste nei confronti dei compagni di classe sono tornati a in classe dopo due giorni di sospensione.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Quando gli insegnanti, che dovrebbero dare l'esempio e cercare di portare la società in un posto in cui le barriere razziali non esistono più, sono invece i primi a discriminare gli studenti, è ovvio che i bambini si sentono poi giustificati nel trattarli allo stesso modo razzista. Sanno che sono "coperti" da insegnanti che concordano che gli studenti di razze diverse siano "inferiori", quindi portano avanti l'ignoranza e crescono pensando che atteggiamenti del genere vadano bene.

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