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USA: riconosciuta ingiusta la condanna all’ergastolo a tre adolescenti, scarcerati a 50 anni

Avevano 16 anni Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins quando sono stati accusati e condannati all'ergastolo per aver ucciso un compagno di liceo. Erano innocenti e, dopo 36 anni, sono stati scarcerati.

Esteri
Pubblicato il 28 novembre 2019, alle ore 09:32

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USA: riconosciuta ingiusta la condanna all’ergastolo a tre adolescenti, scarcerati a 50 anni

Oggi sono tre uomini ma nel 1983, quando sono stati giudicati colpevoli dell’assassinio di un loro coetaneo, un adolescente che frequentava una scuola pubblica di Baltimora, avevano 16 anni. Dopo 36 anni di sbarre, finalmente è stato ascoltato il loro grido d’innocenza e sono stati scarcerati.

La magistratura ha riconosciuto e ammesso l’errore giudiziario nei confronti di Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins, oggi ultracinquantenni, che in tutto questo tempo non hanno mai smesso di dirsi innocenti.

L’innocenza dei tre adolescenti, oggi uomini

Il grave episodio dell’assassinio di DeWitt Duckett, un 14enne che indossava un giaccone della Georgetown University, aveva fatto scalpore. Il teenager era stato colpito in maniera violenta proprio per rubargli il giaccone dal marchio interessante.

Riprendendo in considerazione il caso di DeWitt Duckett, gli investigatori sono giunti alla conclusione che a sparare su di lui era stato Michael Willis, uno studente morto 17 anni fa anche lui durante una sparatoria.

Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins si erano proclamati innocenti sin dal primo interrogatorio, e non hanno mai smesso di battersi per essere riconosciuti tali anche dalla giustizia. Quando fu loro proposto lo sconto di pena, vi hanno rinunciato preferendo la cella piuttosto che non essere riconosciuti estranei ai fatti. 

Chestnut non si è mai perso d’animo e “dopo aver ottenuto i documenti con i racconti di diversi testimoni“, ha scritto una lettera alle autorità competenti chiedendo che il loro caso venga riaperto. I testimoni “avevano identificato il killer ma erano stati ignorati dalla polizia“, si legge sul corriere.it.

Marilyn Mosby, procuratrice statale, definisce “tragedia” e non “vittoria” la scarcerazione dei tre innocenti, perché “questi uomini si sono visti rubare 36 anni della loro vita“. Chestnut, Stewart e Watkins hanno passato dietro le sbarre il tempo della loro giovinezza, il tempo dei sogni e dei progetti di vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Fa riflettere molto questo fatto per la superficialità con cui una persona può venir giudicata. A volte basta trovare un colpevole per mettere a tacere tutto e tutti. Un colpevole da caricare di ogni tensione, pensiero, parola che ci vengano in mente, un pozzo dentro cui buttare tutto il negativo per liberare la mente e il cuore da ogni tristezza. Intanto una persona è stata denigrata, con una ferita interiore che, al di là della libertà restituita, porterà con sé per sempre.

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