USA: ora tra i militari ci saranno anche i trans

Fonti del Pentagono citate da AP hanno riferito che, entro la fine di questa settimana, il Ministero della Difesa annuncerà ufficialmente che anche i transessuali potranno arruolarsi nell'esercito americano. Il ministro Carter: "Pienamente concordi: chi è abile sia arruolato"

USA: ora tra i militari ci saranno anche i trans

L’esercito americano apre le porte ai trans: a pochi giorni di distanza dalla storica legalizzazione dei matrimoni gay, gli Stati Uniti si apprestano ad abbattere un altro storico tabù, ovverosia l’impossibilità per i trans di arruolarsi nell’esercito. L’annuncio non è ancora stato reso ufficiale, ma secondo quanto riporta Associated Press, arriverà entro la fine di questa settimana.

AP avrebbe infatti raccolto le confessioni di alcune fonti interne al Pentagono (mantenute anonime per ovvie ragioni), le quali avrebbero reso noto che il Pentagono abbia di fatto già preso la decisione di permettere ai trans di intraprendere la carriera militare. Il provvedimento non sarà tuttavia immediatamente esecutivo, ma entrerà in vigore dopo 6 mesi dall’annuncio ufficiale.

Lo scopo sarebbe quello di permettere ai transessuali già presenti tra le fila dell’esercito statunitense (le stime parlano di circa 15.000 soldati) di poter continuare a svolgere il proprio mestiere, senza essere costretti a dimettersi per via della propria condizione di transgender. Sulla decisione del Pentagono avrebbe pesato in maniera decisiva il successo ottenuto dalla rimozione del divieto di prestare servizio militare ai gay, avvenuta nel 2011.

Gli ultimi quattro anni hanno infatti dimostrato che anche gli omosessuali possono essere eccellenti soldati, e lo stesso Ministro della Difesa statunitense, Ash Carter, ha pubblicamente voluto sottolineare che: “Vogliamo arrivare a un punto in cui nessuno presta servizio in silenzio, e dove trattiamo tutti i nostri soldati, marinai, avieri e marine con la dignità ed il rispetto che meritano”.

Non si tratta tuttavia di una decisione presa a caldo, bensì di un percorso lungo e ben ponderato, iniziato formalmente nel 2011, che ha premiato le decisioni dei vertici del governo americano e dello stesso Pentagono. Quando a Giugno il presidente statunitense Barack Obama aveva invitato presso la Casa Bianca una coppia di trans (rispettivamente un aviatore e la sua fidanzata), in occasione del LBGT Pride, il portavoce del Ministero della Difesa Josh Earnest aveva dato la benedizione della Difesa alle vedute aperte di Obama: “La visione del Presidente, condivisa dal Ministero della Difesa, è che tutti gli americani qualificati per servire nelle Forze Armate debbano essere messi in condizioni di farlo, e meritano di essere trattati con dignità e rispetto”.

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