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Usa, l’agente accusato della morte di George Floyd è di nuovo libero

Derek Chauvin, l'ex agente della polizia di Minneapolis ha causato la morte di George Floyd il 25 maggio scorso e ora è stato liberato su cauzione pagando una cifra esorbitante.

Esteri
Pubblicato il 9 ottobre 2020, alle ore 09:27

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Usa, l’agente accusato della morte di George Floyd è di nuovo libero

Derek Chauvin lo scorso 25 maggio ha provocato la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano. La notizia ha scosso il mondo intero: l’ex agente della Polizia di Minneapolis immobilizzò Floyd sull’asfalto e per 8 minuti e 46 secondi lo tenne a terra montandogli sul collo con un ginocchio.

Non si mosse da quella posizione nemmeno quando i lamenti di Floyd divennero sempre più fievoli e l’afroamericano tentò di salvarsi con un ultima richiesta di pietà: “Non respiro“, che ottenne come risposta: “Allora smettila di parlare, smettila di urlare. Ci vuole tanto ossigeno per parlare“. Floyd dopo poco soffocò. Quelle immagini sollevarono un’aspra polemica non solo a Minneapolis, ma in tutto il mondo.

George Floyd, libero l’ex agente che causò la sua morte

Proteste e cortei come non si vedevano da tempo hanno invaso il Paese, provocando anche duri scontri con la Polizia che ha dovuto far fronte a incendi e distruzioni. Il 44enne Chauvin fu radiato dal Dipartimento di Polizia all’istante e la Procura decise di incriminarlo per omicidio colposo. Non passò molto tempo e il capo d’accusa venne rivalutato e cambiato in “omicidio intenzionale“.

Non solo l’ex agente Derek Chauvin fu incriminato, anche altri 3 agenti che si trovavano in pattuglia insieme a lui: Alexander Kueng, Thomas Lane e Tou Thao. Questi ultimi sono già liberi grazie al pagamento di una cauzione pari a 750 mila dollari, mentre per Chauvin la cifra è ben più alta.

La cauzione per l’ex agente è stata fissata nella somma di 1,25 milioni di dollari o 1 milione di dollari ma con condizioni. Chauvin ad oggi ha pagato un milione di dollari per la sua libertà ed è uscito dal carcere. Deve rispettare le condizioni imposte e riportate in un documento depositato dallo sceriffo della contea di Hennepin presso il tribunale, in cui si dichiara che l’ex agente non potrà lavorare in nessun modo nelle forze dell’ordine e non potrà avere nessun tipo di rapporto con la famiglia Floyd, nemmeno via social. Divieto assoluto anche di permessi per la detenzione di armi. L’8 marzo ci sarà il processo e molto probabilmente il giudice deciderà di processarli individualmente.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Sarà sicuramente dura per i familiari di George Floyd apprendere la notizia della scarcerazione dell'uomo che ha causato la sua morte. Immagino le proteste che si saranno sollevate in questi giorni e vedremo come andrà a finire il processo che, se non soddisferà appieno le aspettative di giustizia, la sentenza causerà altri inevitabili scontri.

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