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USA: la statua di una manifestante per Black Lives Matter si trova al posto di Edward Colston

La statua di una manifestante ha trovato il suo spazio a Bristol al posto di Edward Colston, commerciante di schiavi. Una statua che apre una serie di dibattiti dal momento che le stesse autorità non erano informate dell'accaduto.

Esteri
Pubblicato il 15 luglio 2020, alle ore 13:41

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USA: la statua di una manifestante per Black Lives Matter si trova al posto di Edward Colston

Il piedistallo di Bristol, che ospitava la statua del commerciante di schiavi Edward Colston, mostra ora la figura di un manifestante della Black Lives Matter dopo che è stato posizionato in quel luogo in seguito a una missione prima dell’alba di questa mattina. L’artista, dietro la nuova scultura intitolata “A Surge of Power”, era Marc Quinn, che disse di aver “cristallizzato” il momento in cui uno dei manifestanti, una donna di nome Jen Reid, era in piedi sul podio con il pugno alzato dopo che la statua è stata demolita.

Sembra che la polizia e le autorità cittadine non sapessero che la statua dovesse essere sostituita, mentre hanno accompagnato il fotografo e il regista Hassan Akkad che ha dichiarato che il progetto è stato  un “successo” poco prima di quanto successo alle 6 di questa mattina. Edward Colston ha lavorato per la Royal African Company nel XVII secolo prima di diventare un parlamentare conservatore a Bristol. Si ritiene che sia stato responsabile della morte di circa 30.000 schiavi in viaggio dall’Africa all’America. 

Nel frattempo molti luoghi ed edifici hanno deciso di portare il suo nome: la controversa statua è stata eretta nel 1895, 174 anni dopo la sua morte. Sebbene da decenni gli attivisti chiedessero che la statua fosse demolita dal governo della città, i manifestanti di Black Lives Matter hanno deciso di demolirla e gettarla nel porto il 7 giugno scorso. 

I manifestanti si erano radunati per protestare contro la morte di George Floyd mentre erano sotto la custodia degli ufficiali del dipartimento di polizia di Minneapolis. Quinn, che è noto per una serie di opere che immortalano le proteste riguardo le uccisioni di poliziotti nei confronti delle persone di colore, ha riferito al The Guardian: “Ho sempre capito che facesse parte del mio lavoro portare il mondo nell’arte e l’arte nel mondo. Jen ha creato la scultura nel momento in cui è giunta sul piedistallo e ha sollevato il braccio in aria. Ora lo stiamo cristallizzando”. 

Molte persone sui social media stanno chiedendo che la statua in resina rimanga sul piedistallo a tempo indeterminato, nonostante sia stata posizionata senza il permesso delle autorità di Bristol. Lo stesso Quinn, l’artista, ha ammesso di aver voluto posizionare la statua in quella posizione in modo che risultasse difficile da spostare

A prescindere se, in senso fisico o figurato, ciò darà sicuramente nuova vita al dibattito in corso sul fatto che le statue che onorano le persone coinvolte sia nella filantropia che negli atti atroci come il commercio di schiavi dovrebbero essere autorizzate a non soccombere e rimanere in quella stessa posizione. 

Marvin Rees, sindaco di Bristol, ha dichiarato precedentemente che qualsiasi decisione riguardo a come sarà usato il piedistallo in futuro sarà presa in maniera democratica e previa consultazione con altri membri. Secondo il sindaco, si tratterebbe di una “soluzione riparatrice” che possa risolvere il dibattito intorno alla statua. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Mi sembra un bel segnale che una manifestante che protestava per diritti e valori importanti abbia trovato il suo spazio come simbolo della lotta al razzismo nei confronti di George Floyd e della morte terribile che ha dovuto subire. Un esempio di dignità che speriamo trovi altri echi e che possa arrivare a più persone possibili in nome della tolleranza e del rispetto altrui.

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