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USA: la protesta per l’uccisione di un ragazzo afroamericano infiamma Minneapolis

Stato di emergenza a Minneapolis, USA, dopo la terza notte di scontri e assalti a causa di un’uccisione per soffocamento da parte di un agente di polizia. Trump minaccia di mandare la guardia nazionale.

Esteri
Pubblicato il 29 maggio 2020, alle ore 16:53

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USA: la protesta per l’uccisione di un ragazzo afroamericano infiamma Minneapolis

Sta assumendo proporzioni preoccupanti, negli USA, la rivolta partita da Minneapolis a seguito della barbara uccisione di un quarantacinquenne afroamericano per mano di un agente di polizia che lo ha placcato col suo ginocchio per ben sette minuti, impedendogli di respirare.

L’episodio, condannato a viva voce non solo dalla comunità afroamericana, ha messo una città a ferro e fuoco. Brucia Minneapolis da ben tre notti, brucia a partire da un commissariato di polizia fino ad arrivare ad attività private. La protesta è degenerata in una vera e propria rivolta.

Lo stato di emergenza nasce da una morte diventata il simbolo di una protesta contro gli abusi di agenti bianchi contro civili di colore. Il sindaco della città, bianco, chiede l’accusa di omicidio per colui che ha materialmente commesso il fatto e di complicità per gli altri tre presenti in loco al momento del fermo e che non si sono opposti a tale violenza da parte del collega. Tutti sono stati licenziati e tradotti in caserma dove, però, si rifiutano di rispondere alle domande di quelli che fino a pochi giorni fa erano i loro colleghi di lavoro.

L’esercito è stato schierato in tenuta anti sommossa con l’unico risultato che, nei cieli della città, si intrecciano lanci di lacrimogeni con pietre e molotov dei manifestanti. E, intanto, la protesta aumenta estendendosi a tutti gli States. Ieri, arresti a Memphis, Denver e Los Angeles, fino a New York.

Ordinato un nuovo lockdown – questa volta non per pandemia – sperando di arginare le proteste ed evitare nuovi morti. Mentre anche l’ONU lancia un monito agli USA, il presidente Trump è pronto a schierare 500.000 militari della guardia nazionale visto che, a suo dire, il sindaco della città è troppo debole per fronteggiare quanto stanno attuando questi “criminali“, termine forte che, di sicuro, non aiuta a placare gli animi.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Non è possibile uccidere un ragazzo disarmato in questo modo barbaro e, seppure ad un agente si annebbi la mente e sragioni, non è concepibile che gli altri non intervengano per evitare il peggio. L'esasperazione è condivisibile visto il livello di soprusi continui cui questa gente è stata costretta.

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