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USA: Florida devastata dal Covid, il virologo Silvestri contro il Corsera

Il noto immunologo Guido Silvestri critica l'obiettività del Corsera sui dati della pandemia in Florida, pubblicando dati significativamente diversi.

Esteri
Pubblicato il 15 luglio 2020, alle ore 11:25

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USA: Florida devastata dal Covid, il virologo Silvestri contro il Corsera

“Florida devastata dal Covid”, questa è l’espressione utilizzata da Massimo Gaggi, editorialista del Corriere della Sera, in relazione alla situazione epidemiologica dello stato americano. Nell’articolo di pochi gironi fa viene attaccato il governatore Ron De Santis, fedelissimo del presidente Donald Trump, che lo ha elogiato pubblicamente per aver sfidato “virilmente” la pandemia. Gaggi scrive che in Florida aumentano il panico e soprattutto i decessi (45 ), mentre nello Stato di New York, governato dal democratico Andrew Cuomo, si registra un costante calo di morti e lo scorso 12 Luglio si è giunti alla fatidica quota zero.

Eppure a smontare questa ricostruzione non è un “pasdaran” di Salvini o qualche sovranista filotrumpiano, bensì un immunologo e virologo apprezzato dalla comunità scientifica internazionale, il professor Guido Silvesti, capo dipartimento di Patologia all’Università Emory di Atlanta, divulgatore scientifico di Medical Facts di Roberto Burioni. Silvestri in un post sui social, snocciola dei dati significativi: Florida, 22 milioni di abitanti, 4.242 morti per COVID (192.8 per milione di abitanti) New York, 19.5 milioni di abitanti, 32.403 morti per COVID (1661.7 per milione di abitanti).

Lo scienziato stigmatizza questo approccio giornalistico per colpire politicamente personaggi sgraditi, considera il momento molto difficile per stampa italiana e in generale per tutti i mass-media. Lo fa pubblicando una prima pagina del Corriere del 1938 che giustifica le leggi fasciste sulla difesa della razza, commentando “..un momento molto brutto. Ovviamente non il primo..”. Silvestri ricorda di “..detestare Trump dal profondo del cuore..”, di essere elettore democratico e membro, tra l’altro, di BLM, ACLU, AI e MoveOn, note associazioni progressiste per i diritti civili. “..Ma le cause nobili, cari amici, non si difendono con la propaganda..”, conclude nel suo post.

Evidentemente la semplificazione dei dati riportata dal Corsera, non tiene conto di una molteplice serie di condizioni che nella discussione affrontata dal professor Silvestri, vengono invece sottolineate. La Florida ha la popolazione di anziani piu’ alta al mondo, e la maggior parte dei morti sono nelle contee popolari di metro Miami. Il pattern che si ripete ovunque e’ quello di una infezione delle aree metropolitane, che coinvolge anziani in comunita’ chiuse, spesso in aree povere, con gli indici di infarti miocardici in netto calo. Avendo una densità abitativa nettamente più bassa (solo 1% )rispetto a New York (10%), il distanziamento è facilitato.

Sarebbe stato peggio a New York, con un lockdown meno severo e sarebbe stato meglio in Florida con restrizioni più severe? La prestigiosta rivista americana Forbes, però sembra non avvalorare la tesi di Silvestri e lo scorso 12 Luglio pubblica un articolo  in cui i numeri sono drammatici: 15mila contagi  in un giorno, di cui la metà ospedalizzata, con le terapie intensive al collasso. Parametri diversi dall’indice di mortalità.

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Folchini

Giuseppe Folchini - Il professor Silvestri è uno stimato scienziato, abituato a ragionare in modo analitico ed obiettivo, cosa che per molti giornalisti nostrani è incomprensibile. Ha fatto bene a bastonare il Corsera e la sua approssimazione. Ma la rivista Forbes, altrettanto prestigiosa, racconta scenari drammatici in Florida. Ora dobbiamo decidere quali sono i parametri da considerare :gli indici di mortalità o i letti occupati?

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