USA: eseguita condanna a morte per Cecil Clayton, 74enne con lesioni al cervello

Cecil Clayton era stato condannato quasi 20 anni fa per l'uccisione di un vice-sceriffo in Missouri. Eseguita la notte scorsa la condanna ma, secondo i suoi legali, il 74enne era incapace di intendere e di volere

USA: eseguita condanna a morte per Cecil Clayton, 74enne con lesioni al cervello

Il mondo non sarà più sicuro dopo l’esecuzione del signor Clayton. E’ questa la triste dichiarazione di Elizabeth Unger Carlyle, uno degli avvocati di Cecil Clayton, a cui è stata applicata la famigerata ‘iniezione letale’ la notte scorsa. La condanna a morte di Clayton, la cui esecuzione è avvenuta in Missouri, aveva generato una serie infinita di polemiche già da quando fu sentenziata in tribunale, quasi 20 anni fa, per aver ucciso un vice-sceriffo.

Innanzitutto, Cecil Clayton era il detenuto più anziano del braccio della morte di Bonne Terre, la prigione in Missouri in cui era detenuto. L’esecuzione, inizialmente fissata per le sei di pomeriggio, è stata rinviata di oltre tre ore per un appello in extremis degli avvocati di Clayton, che non è stato accolto, proprio come la richiesta di grazia presentata al governatore del Missouri, il democratico Jay Nixon.

La lotta dei suoi avvocati e delle organizzazioni che si battono contro la pena di morte verteva sul fatto che il condannato ha subito un danno permanente al cervello in un incidente all’interno di una segheria, nel lontano 1972, fatto che, sempre secondo la difesa, avrebbe reso Cecil Clayton incapace di intendere e di volere: non si sarebbe reso conto, quindi, né del crimine commesso né della pena comminatagli dal tribunale. La battaglia degli avvocati per salvare dall’esecuzione il proprio assistito, quindi, verteva sui certificati di tre diversi esperti, che definivano il condannato come “legalmente incapace“, avendo un quoziente intellettivo che lo classificava come intellettualmente disabile.

Ma la Corte Suprema dello Stato del Missouri, e di qui le parole dure dell’avvocato di Cecil Clayton, non ha voluto concedere un’udienza per valutare la capacità mentale del condannato, suscitando lo sdegno della Carlyle, che spiega: “tramite le radiografie, era stato evidenziato un buco sul lobo frontale, quello che controlla gli impulsi e il ragionamento”.

 

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