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USA: carcerato scopre di essere in cella con lo stupratore di sua sorella e lo uccide di botte

Il 26enne Shane Goldsby ha scoperto di essere compagno di cella di Robert Munger, 70enne che ha stuprato sua sorella minorenne. Quando Munger si è vantato dei sui crimini, Goldsby lo ha ucciso di botte. L'uomo è stato ora condannato a 24 anni per l'omicidio.

Esteri
Pubblicato il 10 agosto 2021, alle ore 10:12

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USA: carcerato scopre di essere in cella con lo stupratore di sua sorella e lo uccide di botte

Un prigioniero americano ha ricevuto una condanna addizionale di 24 anni per aver ucciso il suo compagno di cella, uno stupratore pedofilo che aveva violentato tra le molte vittime anche la sua sorella minore. La vicenda si svolge nello stato di Washington, dove il 26enne Shane Goldsby era stato incarcerato per aver rubato una macchina della polizia nel 2017 ed aver provocato nella fuga un incidente in cui aveva ferito un poliziotto.

Robert Munger, 70enne in carcere con molteplici accuse di abusi su minori, stava scontando da dicembre del 2019 una condanna a 43 anni di prigione presso la Airway Heights Correctional facility per molteplici condanne per molestie su minori e produzione e possesso di materiale pedopornografico. Quando il 26enne è stato assegnato come suo compagno di cella ancora non sapeva chi fosse l’uomo.

Soltanto dopo la madre Cindy Elliott gli ha fatto sapere che Munger era l’uomo che aveva violentato la sua sorellina, ancora minorenne all’epoca dello stupro. “Non ero stabile. Munger continuava a volermi raccontare i dettagli di cosa era successo, cosa aveva fatto, le foto ed i video che aveva realizzato. E’ stato un montare“. Shane ha cercato di farsi cambiare compagno di cella, ma è stato ignorato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso a giugno del 2020 è stato sentire il 70enne vantarsi dei suoi crimini in una aera comune della prigione. Goldsby ha perso la testa, attaccandolo alle spalle, buttandolo a terra e colpendolo con pugni e calci in faccia per 14 volte. Infine è saltato sopra la sua testa altre quattro volte prima di andarsene, lasciandolo a terra.

Il pedofilo è morto tre giorni dopo l’attacco per le ferite riportate. Si è concluso in questi giorni il processo a Shane per l’omicidio dello stupratore della sorella, durante il quale l’uomo si è dichiarato colpevole per l’omicidio. La scorsa settimana è arrivata la condanna a 24 anni di prigione per l’omicidio. “Mi hanno messo in cella con quest’uomo, mi sento incastrato. Sono io la vittima, ha sostenuto Shane durante il processo.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Ma quale condanna addizionale, liberatelo e dategli una medaglia! Ci vorrebbe inoltre una condanna a chi ha gestito la situazione della prigione, già è grave che li avessero messi in cella insieme, che poi dopo che lui si è lamentato non abbiano cambiato nulla è criminale. È ovvio che in cella con lo stupratore della sorellina che ti vuole raccontare i dettagli della violenza, chiunque sbotterebbe dopo poco e lo ucciderebbe.

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