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Un ragazzo spende 13 mila dollari per sbaglio in videogame: negato il rimborso

Un ragazzo ha speso 13 mila dollari in un gioco su Xbox One, svuotando la carta di credito dei propri genitori. Il ragazzo si è giustificato dicendo di aver cliccato per errore.

Esteri
Pubblicato il 3 febbraio 2019, alle ore 23:56

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Un ragazzo spende 13 mila dollari per sbaglio in videogame: negato il rimborso

Negli ultimi anni hanno trovato sempre più impiego quei videogiochi in cui è possibile comprare determinati oggetti, skin, potenziamenti o altro, pagando in soldi veri. Spesso questo tipo di gioco si definisce freemium, se l’installazione è gratuita. Sulle console, come Xbox One e PlayStation 4, però, il gioco oltre ad avere un costo iniziale, consente anche di pagare con  soldi veri extra per avere delle estensioni o, come già detto, dei potenziamenti.

Esistono delle impostazioni apposite che consentono ai genitori di poter impedire ai figli di effettuare transazioni indesiderate, che spesso potrebbero essere portare a termine per errore premendo un tasto al posto di un altro. Il caso successo di recente, però, ha visto coinvolti dei genitori che pensavano di aver disattivato l’acquisto automatico dalla carta legata all’account del figlio, sebbene in realtà non fosse così.

Adolescente spende 13 mila euro su Xbox One

Proprio questa piccola disattenzione ha comportato una spesa di 13 mila dollari in 13 mesi. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, i genitori si sarebbero accorti troppo tardi degli acquisti effettuati sull’Xbox Live, infatti è trascorso poco più di un anno. Secondo le regole di Microsoft, il rimborso può essere richiesto solo se si fa richiesta entro 14 giorni dall’acquisto e, oltre tale scadenza, non è possibile ripresentare alcun tipo di ricorso. 

I 14 giorni, logicamente, sono passati e ciò è successo perché si è verificata un’altra fatale coincidenza: sembrerebbe che sulla carta dei genitori si effettuassero numerose altre transazioni, e che non controllassero l’estratto conto della carta. Il ragazzo, un adolescente, dal canto suo si sarebbe difeso parlando solo di un errore, causato dal fatto che avrebbe ogni volta sbagliato a premere un pulsante.

Non è stato rivelato quali oggetti siano stati comprati con quei soldi, tuttavia sembrerebbe una scusa data un pò maldestramente, perché ciò significherebbe che, per ogni singolo acquisto, avrebbe sbagliato il pulsante e non si sarebbe accorto di star spendendo soldi reali. 

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Non è la prima volta che un ragazzo svuota la carta di credito della madre, o del padre, per acquisti folli in un videogioco. Le console dovrebbero consentire in maniera predefinita di chiedere il pin o l'autorizzazione all'acquisto, perché certe volte può capitare che non venga chiesta neanche la conferma per procedere all'acquisto.

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