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Tutti sulla Terra hanno ricevuto una dose di radiazioni da Fukushima

Il disastro di Fukushima del 2011 ha dato ad ogni persona vivente sulla Terra una dose di radiazioni pari a quella che di solito si riceve durante una radiografia a raggi X.

Esteri
Pubblicato il 15 maggio 2017, alle ore 11:09

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Tutti sulla Terra hanno ricevuto una dose di radiazioni da Fukushima

“Non fatevi prendere dal panico”. Questo è il messaggio principale di un team di scienziati che ha condotto un’indagine globale sull’esposizione alle radiazioni causata dalla fusione dei reattori nucleari di Fukushima-Daiichi.

Ecco la conclusione della squadra di ricerca: Tutti sulla Terra hanno ricevuto dall’incidente di Fukushima l’equivalente di radiazioni di una radiografia a raggi X.

Questo rappresenta una quantità, e quindi un pericolo, trascurabile. Ogni anno, milioni di pazienti ricevono scansioni CT negli ospedali con dosi più elevate rispetto all’esposizione indotta dall’evento di Fukushima.

La fusione del reattore nucleare si è verificata dopo che un terremoto di 9,0 magnitudo ha scatenato uno tsunami al largo della costa del Giappone l’11 marzo 2011. Durante questo evento, grandi quantità di materiale radioattivo sono state rilasciate, circa l’80% si è riversato nell’oceano e nei poli. La principale fonte di radiazioni era costituita dall’elemento radioattivo cesium-137.

Tuttavia, “non dobbiamo preoccuparci” ha dichiarato Nikolaos Evangeliou, della Norwegian Institute for Air Research, durante la riunione annuale dell’Unione Europea delle Scienze Geografiche a Vienna, in Austria: “Quello che ho constatato è che ognuno di noi ha subito una dose di Raggi X”.

Il team ha condotto il primo sondaggio globale dell’esposizione alla radiazione causata dalla fusione di Fukushima. La maggior parte dei loro dati proviene dall’Organizzazione del Comprehensive Test Ban Treaty (Trattato di bando complessivo dei test nucleari – CTBT), che utilizza una rete globale di stazioni per misurare i livelli di radiazioni nell’ambiente.

Per quantificare l’effetto biologico dei livelli di radiazione assorbiti dal tessuto umano, gli scienziati utilizzano un’unità denominata sieverts. Dopo il disastro di Fukushima, una persona media ha ricevuto 0,2 millisieverts (mSv) di radiazioni.

La squadra di ricerca ha affermato che questa quantità di radiazioni è poca rispetto al livello di radiazioni annuali di background nel Regno Unito, che è di circa 2,7 mSv all’anno. Una radiografia standard del torace è di circa 0,1 mSv, mentre una tipica scansione CT produce 15 mSv. Per metterla in prospettiva, occorrono 1.000 mSv (1 Sv) per ammalarsi di radiazioni.

Se si dovesse essere colpiti da 1 Sv di radiazioni proprio ora, si proverebbe un forte senso di nausea e vomito, ma non si morirebbe immediatamente. Le persone che abitavano vicino alla centrale di Fukushima hanno ricevuto una dose di radiazioni leggermente più elevata tra i 1 e i 5 mSv. Più lontano in Giappone, la dose media di radiazioni era di 0,5 mSv.

L’ecosistema che circonda il sito di Fukushima ha subito un duro colpo, con un calo della diversità riportata tra gli uccelli, insetti e mammiferi. Oltre a questo, circa 160.000 persone sono state costrette a fuggire dalle loro case dopo l’evento, migliaia di quali sono ancora sfollati. La pulizia del sito continua ancora oggi – e continuerà per decenni a venire.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lorenzon

Chiara Lorenzon - Ad ogni disastro ambientale corrispondono delle conseguenze durature nel tempo. Nonostante passino anni, nonostante spesso ci scordiamo ciò che è accaduto lontano dalle nostre case, nonostante tutto, le conseguenze ci raggiungono e, in un modo o nell'altro, si fanno sentire. Una calamità naturale non si può controllare, ma si può giocare d'anticipo in modo da evitare ulteriori danni superflui.

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