Iscriviti

Turchia: ubriaco passa ore aiutando una squadra di ricerca, ma era lui il disperso

Un 50enne stava bevendo con gli amici quando si è avventurato nei boschi. Denunciato come disperso, l'uomo ha incontrato una squadra di ricerca e si è unito a loro per aiutarli, scoprendo che cercavano lui quando ha sentito chiamare il suo nome

Esteri
Pubblicato il 30 settembre 2021, alle ore 11:22

Mi piace
3
0
Turchia: ubriaco passa ore aiutando una squadra di ricerca, ma era lui il disperso

Un uomo ubriaco ha passato ore insieme ad una squadra di ricerca aiutandoli a trovare una persona dispersa, per realizzare ore dopo che la persona dispersa era proprio lui. La vicenda si è svolta in Turchia nella località di İnegöl è una città della Provincia di Bursa nella zona nord occidentale del Paese.

Beyhan Mutlu stava bevendo insieme ad alcuni suoi amici nella giornata di martedì quando si è allontanato nella foresta. Dopo diverse ore in cui né la moglie né gli amici erano riusciti a mettersi in contatto con il 50enne, hanno deciso di allertare la polizia e di denunciare la scomparsa dell’uomo. Immediato l’inizio delle ricerche, con una diverse squadre che hanno iniziato a perlustrare i boschi per individuare l’uomo.

Nel frattempo Mutlu stava vagando tra gli alberi, ed ha incontrato un gruppo di soccorritori e volontari impegnati nella missione di ricerca, senza sapere che era proprio lui il disperso che stavano tentando di individuare. L’uomo si è unito al gruppo ed ha iniziato ad aiutarli, ignaro che stesse cercando sé stesso.

Solo ore dopo, quando uno dei soccorritori ha urlato il suo nome e lui ha risposto “Sono qui”, il gruppo ha realizzato quello che stava succedendo. Uno dei membri del gruppo di ricerca lo ha preso da parte per chiarire la situazione, e l’uomo si è dichiarato spaventato di essere finito nei guai con la propria famiglia. Pare che abbia ripetutamente detto ai soccorritori: “Non punitemi troppo duramente, agenti. Mio padre mi ucciderebbe“. I soccorritori gli hanno dato un passaggio a casa, dove non è chiaro se la famiglia lo abbia rimproverato per le sue azioni.

Non si tratta della prima volta che un disperso si unisce alle ricerche per sé stesso. Nel 2012 una turista asiatica che è stata dichiarata dispersa in Islanda è stata trovata in una squadra di ricerca, in quando non aveva riconosciuto sé stessa nella descrizione della persona dispersa fornita dalla polizia.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Doveva essere veramente ubriaco forte per accorgersi solo dopo ore che i soccorritori stavano chiamando il suo nome. Chissà se ora dovrà rimborsare le spese fatte per le operazioni di ricerca o se sarà denunciato per procurato allarme, forse per quello ha paura di finire nei guai con la sua famiglia.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!