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Turchia: il muro che impedisce ai siriani di scappare dalla guerra è costruito con i fondi dell’UE

Il lato vergognoso dell'accordo tra Turchia e Unione Europea per la gestione della crisi dei migranti: il muro alto tre metri che impedisce ai siriani di fuggire dalle atrocità della guerra è costruito con fondi europei.

Esteri
Pubblicato il 26 marzo 2018, alle ore 16:42

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Turchia: il muro che impedisce ai siriani di scappare dalla guerra è costruito con i fondi dell’UE

Sono trascorsi ormai due anni dal controverso accordo da 6 miliardi di euro tra Turchia e Unione Europea sulla gestione della crisi dei migranti. Un accordo il cui lato più vergognoso viene svelato da una recente indagine condotta dai media danesi Politiken e Danwatch, in collaborazione con la rete di giornalismo investigativo EIC (European Investigative Collaborations), di cui fanno parte anche il quotidiano El Mundo, per la Spagna, e L’Espresso per l’Italia.

L’UE contribuirebbe a finanziare materiale miliare utilizzato dalla Turchia per impedire il passaggio dei rifugiati, compresi coloro che fuggono dagli orrori della guerra in Siria.

L’Unione Europea avrebbe finanziato mezzi militari blindati, i Cobra II, e squadre di vigilanza per un valore di 83 milioni di euro per il controllo delle frontiere rendendosi, secondo gli esperti, complice di possibili violazioni dei diritti internazionali dei rifugiati.

Il flusso di rifugiati tra Siria e Turchia è cessato grazie a un muro alto tre metri che si estende per i 911 chilometri della frontiera tra detti paesi. Però, ufficialmente, la Turchia dichiara di tenere aperta la porta a coloro che scappano dalla guerra: allo stato attuale, ospita 3.547.194 rifugiati siriani e secondo le autorità turche il fatto che la cifra continui ad aumentare sarebbe la prova del rispetto da parte di Ankara della Convenzione di Ginevra, che impone di dare asilo a chi ne faccia richiesta.

Tuttavia, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Acnur, respinge questa versione e ribatte che il numero dei rifugiati cresce per le nascite in terra turca di figli di rifugiati e per la regolarizzazione dei siriani che già erano nel paese prima dello scoppio del conflitto. “Senza una condizione medica che richieda assistenza immediata, la frontiera è chiusa anche per i siriani”.

Secondo Abdurrahman, direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti umani, da settembre dell’anno scorso, 42 civili sono stati uccisi mentre cercavano di raggiungere la Turchia dalla Siria. Nei punti strategici del muro, le torri di vigilanza, armate, dispongono di sofisticate telecamere che avvisano se qualcuno si avvicina. Prima che si costruisse il muro, chi cercava di attraversare illegalmente la frontiera al massimo veniva fermato e interrogato, racconta un rifugiato siriano che è riuscito a raggiungere la Turchia. “Adesso non c’è assolutamente permesso per nessuno e i soldati posson aprire il fuoco se lo credono opportuno”.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Mi chiedo se con tutti quei soldi non si possa trovare un altro modo per gestire il flusso dei rifugiati che tentano di sopravvivere scappando dalle atrocità della guerra. In attesa di maggiori informazioni su questa indagine, mi preme riportare i nomi dei giornalisti che hanno dato il loro contributo: Emilie Ekeberg del quotidiano Danwatch, John Hansen del Politiken, Craig Shaw, Şebnem Arsue, e Zeynep Şentek giornalisti del sito di informazione indipendente The Black Sea, Francesca Sironi de L'Espresso, Maximilian Popp del tedesco Der Spiegel.

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