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Tunisia: indagini sulla morte di 11 neonati nel reparto maternità

Tra il 7 e l'8 marzo sono morti undici neonati che si trovavano presso l'ospedale pubblico di Tunisi, Rabta. Il ministro della sanità si è dimesso. E' stata aperta un'inchiesta.

Esteri
Pubblicato il 10 marzo 2019, alle ore 14:54

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Tunisia: indagini sulla morte di 11 neonati nel reparto maternità

Sono undici i neonati morti nel reparto di ostetricia dell’ospedale pubblico, Rabta, di Tunisi. Dai primi risultati delle analisi pare che la morte sia dovuta all’assunzione di un prodotto nutrizionale scaduto che ha provocato nei piccoli una intossicazione. Abderraouf Cherif, ministro della Sanità prima ha reso noto il fatto poi, a causa dello scandalo provocato, si è dimesso.

Il premier tunisino, Youssef Chahed, ha accolto le dimissioni di Cherif e subito dopo ha annunciato che è stata aperta un’inchiesta per chiarire le circostanze che, tra il 7 e l’8 marzo, hanno portato alla morte degli undici neonati.

Le indagini

Il premier Chahed, accolte le dimissioni del ministro della Sanità, Cherif, in collaborazione con il governo ha promesso di far chiarezza sul caso. Innanzitutto ha annunciato che è stata aperta un’inchiesta a livello penale e, quanto prima, ha assicurato di rendere noti i dettagli sull’accaduto nella massima trasparenza. Il premier ha assicurato anche che il governo “andrà fino in fondo“.

Un appello da parte dell’associazione dei pediatri tunisini è giunto alle autorità affinchè facciano “luce” su quanto accaduto ricordando anche le condizioni precarie in cui sono chiamati a operare gli operatori sanitari. Il ministero della Sanità ha risposto di aver fatto adottare misure preventive e trattamenti adeguati in modo per evitare che si siano altre vittime, garantendo così lo stato di salute di tutti gli altri bambini ora ricoverati nel reparto maternità dell’ospedale Rabta a Tunisi.

I laboratori delle analisi sono già al lavoro su alcuni campioni biologici e su alcuni tessuti prelevati dai neonati. Pare che la morte dei piccoli sia stata causata da uno shock settico causato da un’infezione del sangue a seguito della somministrazione di un prodotto per l’alimentazione per via endovenosa; un tipo di nutrizione parenterale che si usa con i bambini nati prima del termine.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso sia davvero grave quanto accaduto presso l'ospedale tunisino. Il controllo delle scadenze dei prodotti andrebbe fatto in continuazione, a livello incrociato tra chi conserva, chi distribuisce e chi somministra il prodotto. Un fatto così grave non può avere le dita puntate su un solo personaggio. Quanto accaduto diventa un monito per tutti, soprattutto per i più faciloni in quanto ad alimentazione scaduta.

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