Trump vuole la Luna: missione Moon Base entro il 2028

La Nasa ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato del progetto Lunar Gateway, in collaborazione con ESA e partner internazionali, per concentrare risorse su una Moon Base sul polo sud lunare.

Trump vuole la Luna: missione Moon Base entro il 2028

L’esplorazione lunare americana entra in una nuova fase di radicale cambiamento. Durante l’evento “Ignition” al quartier generale di Nasa a Washington, l’agenzia spaziale statunitense ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato del progetto Lunar Gateway, nato in collaborazione con l’ESA e altre agenzie internazionali. Al suo posto, gli Stati Uniti concentreranno tutte le risorse su due obiettivi principali: riportare astronauti americani sulla superficie lunare entro il 2028 e costruire una base stabile sulla Luna in tempi rapidi, con l’ambizione di superare i piani della Cina, che prevede la propria International Lunar Research Station entro il 2035.

La decisione, unilaterale, ha sorpreso molti partner europei e internazionali, che avevano già investito tempo e risorse nello sviluppo del Lunar Gateway. Tra questi, Thales Alenia Space Italia, che aveva realizzato il modulo abitato Halo destinato a diventare il cuore della stazione orbitale, e altre aziende del gruppo Leonardo incaricate di produrre il modulo di uscita degli astronauti. L’abbandono del progetto orbitale libererà circa 20 miliardi di dollari, destinati a sostenere la costruzione della nuova Moon Base sul polo sud lunare nell’arco dei prossimi sette anni.

Durante l’evento, la Nasa ha annunciato anche un nuovo approccio alla bassa orbita terrestre. La Stazione Spaziale Internazionale resterà in servizio per alcuni anni, fungendo da piattaforma per testare nuovi moduli costruiti anche da compagnie private. Una volta testati, questi moduli diventeranno una nuova stazione commerciale, con la Nasa e le altre agenzie come semplici clienti, aprendo la strada a una crescente collaborazione pubblico-privato nello spazio vicino alla Terra.

La decisione di concentrare le risorse sulla costruzione di una Moon Base sottolinea la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina nell’esplorazione spaziale. La scelta di puntare su infrastrutture di superficie piuttosto che orbitanti riflette anche un approccio più pragmatico e immediatamente visibile, volto a dimostrare leadership tecnologica e strategica sul piano internazionale.

Con questa mossa, la Nasa e l’amministrazione Trump indicano chiaramente che l’obiettivo è non solo scientifico, ma anche geopolitico, mirando a consolidare la supremazia americana nello spazio e a stabilire la Luna come avamposto permanente per missioni future, potenzialmente verso Marte.

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