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Roma

Trent’anni, secondo compleanno in carcere per Patrick Zaki

Il ragazzo studente dell'Alma Mater di Bologna arrestato due anni fa, che sta scontando una pena detentiva in carcere come dissidente politico, compie trent'anni.

Esteri
Pubblicato il 16 giugno 2021, alle ore 17:10

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Trent’anni, secondo compleanno in carcere per Patrick Zaki

Ricordate Patrick Zaki? Il ricercatore egiziano, studente a Bologna, per cui si sono fatte manifestazioni, petizioni per la scarcerazione, arrestato in Egitto, come dissidente politico? Oggi compie trent’anni, e lo fa in carcere, a Tora, il più duro di tutti. Il presidente del Parlamento europeo torna a chiederne la liberazione e sono state raccolte duecentomila firme per renderlo cittadino italiano.

La sua detenzione viene prolungata di quaranta giorni in quaranta giorni, non c’è modo di liberarlo, nonostante i vari appelli. Secondo Amnesty international il ragazzo aveva l’unica colpa di difendere i diritti umani. si trova in prigione dal 7 febbraio 2020, il mondo politico si è mosso a sostegno del ragazzo, e molti sono i messaggi di sostegno.

“La sua detenzione è una vergogna per tutti coloro che credono nei valori umani e nei diritti fondamentali della persona” dice David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, anche il segretario del Pd, Enrico Letta  ne chiede la cittadinanza onoraria italiana e scrive al presidente Draghi, perchè faccia qualcosa. 

Oggi a Bologna verrà inaugurato il percorso espositivo “Patrick Patrimonio dell’umanità” fino al 30 giugno, una mostra immersiva, perchè non si distolga l’attenzione ed il ragazzo non rimanga solo; aveva scritto molte lettere dal carcere destinate ai genitori, in cui raccontava la sua prigionia, e noi tutti abbiamo preso a cuore la sua vicenda.

Quella di Zaki ricorda molto la storia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano arrestato per la stessa ragione, e ucciso ingiustamente dai servizi segreti; si devono prendere seri provvedimenti affinchè venga fatta giustizia per questi giovani e non venga lasciato tutto nel dimenticatoio.
Amnesty International ha preso molto a cuore il giovane, così come star internazionali ne hanno chiesto l’immediato rilascio. Continueremo a seguire il caso sperando presto, che le autorità prendano seri provvedimenti in merito, e il ragazzo torni presto a riabbracciare la sua famiglia.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Ho preso molto a cuore la vicenda di Zaki, ne sento parlare da molto troppo tempo, e seguo il caso assiduamente, sembra inconcepibile che questo povero ragazzo, sia detenuto ingiustamente in carcere e non ci sia via di uscita. Spero che i governi facciano qualcosa al più presto per la sua scarcerazione.

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