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Trasmettono in aula il video dello stupro di una bimba di 2 anni: il giudice si sente male

Un 44enne stupra la figlia di 2 anni della compagna. Filma più di 30 violenze che vengono trasmesse nell'aula di tribunale ed il giudice si sente male.

Esteri
Pubblicato il 24 ottobre 2018, alle ore 18:18

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Trasmettono in aula il video dello stupro di una bimba di 2 anni: il giudice si sente male

Erano i primi anni del 2000 quando è avvenuto il terribile fatto, ma in questi giorni il colpevole è tornato nell’aula di tribunale per richiedere uno sconto di pena. All’epoca Jason Daron Mizner, australiano di 44 anni, si trovava in Thailandia per passare le vacanze insieme alla nuova fidanzata e la figlia di appena 2 anni. Proprio in quella occasione la donna ha scoperto le ripetute violenze che il compagno faceva alla bambina, denunciandolo alle autorità locali. Il 44enne è stato condannato a 35 anni di carcere, di cui i primi 11 li ha scontati proprio in Thailandia.

Mizner è ora ritornato in Australia dove ha dovuto sostenere un secondo processo, approfittando così per richiedere uno sconto di pena sostenendo di avere un ritardo mentale dovuto ad una caduta in moto risalente all’età di 21 anni. Il processo in questione però, è stato sospeso senza che la sentenza venisse pronunciata. Il giudice ha decise di abbandonare l’aula rifiutandosi di prendere la decisione finale.

Il rinvio del giudizio

Mizner non ha solo violentato più di 30 volte la bambina di soli 2 anni, ma ha anche filmato tutte le aggressioni. Nonostante fosse già nota la natura cruenta dell’atto, il giudice ha voluto trasmettere i filmati in aula, per poter comprendere al meglio la situazione ed emettere in questo modo la sentenza più adeguata.

Il motivo che ha spinto il giudice a rinviare il giudizio, è stata la sua stessa incapacità di poter esprimere una sentenza oggettiva dopo la visione di quelle terribili immagini, usado le stesse parole utilizzate proprio da lui.

Dopo qualche minuto di filmato il giudice ha dovuto interrompere la visione ed uscire dall’aula per poter prendere un po’ di aria e riprendersi. Al suo ritorno ha detto di voler aspettare qualche giorno per potersi distanziare da quelle immagini e così poter dare una sentenza più oggettiva. Si è detto scosso da quanto visto, e certo di non poter proseguire con il processo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Spesso è proprio questo di cui abbiamo bisogno: delle immagini dirette seppur crude, per fare capire che la violenza e lo stupro non sono solo due parole orribili, ma comprendono degli atti che nessuno potrà mai cancellare. Siamo talmente assuefatti da queste notizie che ci dimentichiamo quanto siano orribili e disgustosi questi atti.

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