“Tutta questa faccenda è una menzogna. Era un leone selvatico, inserito in un parco dove cacciare è legale ed ESSENZIALE al di fuori dei confini del parco. Tutti gli animali si riproducono ogni anno, e comunque si troverebbero senza cibo e senza posto dove vivere con o senza la caccia. Scriverò una canzone su questa barzelletta il più presto possibile. Dio, la gente è stupida”. Così parlò Ted Nugent, controverso cantante statunitense noto per alcuni grandi successi come Cat Scratch Fever, e per aver suonato al fianco di alcune tra le maggiori leggende del rock e del metal (diventando egli stesso un’icona di entrambi i generi in patria).
Nugent, giovanotto classe 1948, ha sempre fatto discutere per le sue ideologie politiche: il cantante è infatti un simulacro dell’americanismo più radicale, fanatico e totale, che affonda le radici della sua dottrina nelle antiche abitudini degli avanzi di galera, e degli ossessivi e ottusi pastori puritani, che per primi si occuparono di colonizzare quel grandioso subcontinente oggi noto come Stati Uniti d’America.
Il rocker ha infatti da lungo tempo abbracciato la dottrina “stright edge”, che prevede la totale astensione dal consumo di alcool, droghe e tabacco, ed è un accanitissimo detrattore di qualsivoglia genere di sostanza stupefacente. Irriducibile repubblicano per vocazione, fanatico della caccia, implacabile delatore dell’aborto e strenuo difensore del diritto di possedere armi da fuoco-e del dovere di utilizzarle per ciò che lui definisce uno “Sport etico”-Ted Nugent ha sempre adottato atteggiamenti caricaturali per tutto l’arco della sua lunga carriera; a tal punto da rendere difficile agli osservatori distinguere dove finiva il personaggio, e dove iniziava l’uomo.
D’altronde Nugent, artista di buon livello, ma di spessore sicuramente più infimo rispetto alle leggende che ha fiancheggiato negli anni (parliamo di mostri sacri come i Black Sabbath, i Bon Jovi, i Metallica o i Deep Purle) aveva capito di dover sopperire alla mancanza di genio con l’abuso di presenza scenica. Ed anche oggi, la situazione non è cambiata. Indignato per il trattamento riservato dai media al “povero” odontoiatra Walter Palmer, reo di avere ammazzato il leone Cecil, uno dei simboli dello Zimbabwe, Ted Nugent si è subito schierato in difesa del medico su Facebook.
D’altronde, il cantante è uno che-quando non si trova in tour-promuove safari in Africa, ma anche in Canada e negli Stati Uniti, allo scopo di creare gruppi di caccia dedicati all’abbattimento di alci ed orsi. Già nel 2012 Nugent era stato diffidato dal cacciare nelle riserve statunitensi del Servizio Forestale, e multato per una somma di 10.000 dollari, dopo aver ucciso illegalmente un orso nero in Alaska (l’artista ammise poi di averne ferito un altro con una freccia, senza però essere riuscito ad ammazzarlo). La battuta di caccia era stata registrata per il suo programma televisivo: “Spirit of the Wild”.
Ed oggi, Nugent è tornato alla carica sui social: “Cacciare è etico, essenziale e legale”. Già in un’intervista del 2003, il cantante aveva pesantemente criticato i media americani, colpevoli (a suo dire) di demonizzare le armi da fuoco, e di non comprendere quanto abbiano un ruolo di fondamentale importanza nella vita quotidiana dei cittadini statunitensi. Fargli presente che la Rivoluzione è finita da un pezzo? Impossibile; come ha scritto lui stesso sul suo sito web ufficiale: “Ted Nugent non fa compromessi”.
Probabilmente rappresenterebbero uno sforzo mentale troppo elevato, per un individuo che all’apice della carriera si presentava sul palco vestito da Tarzan, scuotendo liane e battendosi il petto.