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Svolta nelle indagini sulla morte Lady D: si fa avanti l’uomo che speronò l’auto della principessa

Il giallo sulla morte di Lady Diana potrebbe presto avere una soluzione: come anticipato in esclusiva dal settimanale “Oggi”, un uomo avrebbe confessato di aver speronato l’auto su cui era presente la principessa. Ecco cos’altro ha raccontato.

Esteri
Pubblicato il 7 ottobre 2019, alle ore 10:52

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Svolta nelle indagini sulla morte Lady D: si fa avanti l’uomo che speronò l’auto della principessa

Nel 1997 Le Van Thanh era un tassista, oggi invece è un culturista. Come rivelato per mezzo di un’esclusiva apparsa sul settimanale Oggi, sarebbe proprio lui il vero responsabile dell’incidente in cui persero la vita la principessa Diana e il suo compagno Dody Al-Fayed.

La morte avvenuta a seguito dello schianto contro un pilone del tunnel dell’Alma a Parigi, da oltre un ventennio ingenera una serie di dubbi che danno manforte al nutrito partito dei complottisti. Ancora oggi sono in molti a credere che l’incidente non fu altro che una messinscena, organizzata al solo fine di eliminare un personaggio diventato scomodo alla famiglia reale inglese.

Le diverse versioni e i mille sospetti che si sono susseguiti in questi anni, non hanno mai permesso di determinare in maniera incontrovertibile quello che fu lo svolgimento dei fatti. Ora però sembra che qualcosa si sia improvvisamente smosso. L’autista della celebre Uno bianca che subito dopo l’incidente venne ricercato in tutta la Francia, si è fatto avanti ribadendo di essere stato lui ad aver speronato la Mercedes in cui era presente Lady Diana.

L’uomo di origini vietnamite, era già stato più volte convocato dalle autorità francesi, ma dopo essere stato rintracciato a seguito di una lunga caccia all’uomo, aveva sempre negato ogni coinvolgimento. La sua versione è però cambiata solo di recente, a seguito di un’intervista rilasciata al giornalista Dylan Howard e l’ex poliziotto Colin McLaren, autori del libro Diana: case solved.

Come anticipato dal tabloid Daily Star, il tassista avrebbe loro ammesso di aver tamponato l’auto della principessa, ma di aver mentito perché spinto a farlo dalla polizia francese, che gli intimò di tenere la bocca chiusa, costringendolo a non raggiungere Londra per sottoporsi alle domande degli inquirenti inglesi. Più nello specifico ha ribadito che “mi dissero: là hanno leggi diverse, non andare”. Il culturista non ha aggiunto altre informazioni che possano rivelare cosa successe la notte del 31 agosto 1997, fatto sta che anni dopo decise di riverniciare l’auto di rosso. “La polizia francese sa il perché. Quando uno non ha soldi e danneggia una vecchia auto, cosa può fare?” ha concluso l’uomo che pur continuando a temere per la sua vita, ha aggiunto che è comunque disposto ad incontrare Scotland Yard.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ogni volta che si presenta un dettaglio riguardante la morte di Lady Diana, il mistero anziché dissolversi sembra infittirsi. Probabilmente non sapremo mai cosa sia successo e quali siano le reali responsabilità. Resta il fatto che la gente è tuttora convinta che le indagini furono gestite in maniera sbrigativa e pilotata. Non resta che attendere gli sviluppi, sempre che ce ne saranno, di questo clamoroso retroscena.

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