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Svolta a Tunisi: la prima donna della città ad essere eletta sindaco

Souad Abderrahim è la prima donna ad essere eletta sindaco nella capitale tunisina. La candidata del partito islamista Ennahda è riuscita a raggiungere questo storico obbiettivo.

Esteri
Pubblicato il 12 marzo 2019, alle ore 14:48

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Svolta a Tunisi: la prima donna della città ad essere eletta sindaco

La candidata isalmista, Souad Abderrahim, è la prima donna sindaco della capitale tunisina. Con 26 voti a favore, ha ottenuto la poltrona più ambita al secondo turno della votazione in consiglio comunale, battendo il suo rivale della coalizione laica Nidaa Tounes, Kamel Idir, che ha preso 22 voti.

La neoeletta, 54 anni, farmacista, ex deputata e militante del partito islamico Ennahda, dovrà per questo motivo lasciare il suo impiego di farmacista  secondo le leggi tunisine.

In campagna elettorale ha puntato tutto sulla parità di genere e, per questo, ha dedicato la sua vittoria a tutte le donne tunisine, assicurando che farà da garante per la tutela dei loro diritti. La sua elezione è stata una grande sfida; infatti, andando contro le convenzioni si è presentata senza velo, portando così un esempio di modernità e rinnovamento. Lo stesso partito, lo scorso febbraio, aveva candidato un esponente ebraico nella città di Monastir. Non solo Souad, ma tante altre donne di diversi schieramenti stanno presentando le loro candidature in diverse città portando avanti così una grande battaglia per la parità di genere.

I cambiamenti legislativi in Tunisia

La Tunisia è il Paese musulmano più all’avanguardia per i diritti delle donne; infatti, nel 1956, è stata abolita la poligamia e il ripudio, ammettendo anche il divorzio e imponendo l’età minima di 17 anni per il matrimonio.

La nuova costituzione, introdotta nel 2014, inoltre, stabilisce la parità tra uomo e donna e indica come obiettivo il raggiungimento di un numero pari di presenze tra uomini e donne nelle istituzioni rappresentative. L’obiettivo è stato quasi raggiunto nelle scorse elezioni amministrative; a maggio scorso, infatti, nelle il 47% degli eletti era una donna. 

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Pacini

Cristina Pacini - In molti Paesi le donne vivono in situazioni in cui i loro diritti vengono meno, ma lentamente e con molti sacrifici stanno dimostrando la loro forza e il loro coraggio, non mi resta che augurare loro che presto possano raggiungere la parità dei diritti. Questa notizia mi fa ben sperare che un altro mondo non solo è possibile, ma è necessario.

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